Da Corriere della Sera del 03/05/2004

Poco rilievo sui media. Lo storico Schlesinger: dall’11 settembre qualcosa è cambiato

Ma l’America resta indifferente e un po’ scettica

Vista dagli Stati Uniti l’Europa appare «imperfetta», a due velocità

di Ennio Caretto

WASHINGTON - Completamente assorbiti dall'Iraq e dalla campagna elettorale, amministrazione e pubblico Usa hanno semi-ignorato o salutato con un certo scetticismo l'avvento dell'Ue a 25. La svolta che «ha levato la cortina di ferro dall'Europa» come ha scritto il New York Times , uno dei pochi a darvi attenzione, non ha suscitato particolari entusiasmi. Tre anni fa, poco prima delle stragi delle Torri gemelle, Bush l'aveva indicata quale suo obiettivo prioritario. Ma oggi l'amministrazione non va oltre le felicitazioni d'ufficio, mentre il pubblico e i media la trattano quasi da notizia secondaria. «L'Europa finalmente unita, libera e in pace», come la descrisse il presidente a Varsavia, non sembrerebbe riguardarli.

Lo scetticismo non è nuovo. «L'Europa? - chiese Kissinger, il re della diplomazia Usa negli anni Settanta - Datemi il suo numero di telefono».

Ma adesso che quel numero c'è, con in più un sito Internet, come ricorda ancora il New York Times , che cosa lo giustifica? Secondo l'ex ministro della Difesa ed ex direttore della Cia James Schlesinger, un duplice fattore: la fine della guerra fredda, che rende l'Ue meno rilevante per gli affari esteri, e la debolezza politica e militare europea. Per Schlesinger non è un caso che i media evidenzino «le due velocità» dei 25, i problemi dell'immigrazione, l'assenza di una Costituzione, i dubbi di Londra, l'antiamericanismo di Parigi, una «imperfetta unione» a fronte della «perfetta unione» Usa.

Un altro Schlesinger, lo storico Arthur, ritiene però che esista un ulteriore motivo per l'attuale scetticismo: che «l'America abbia avuto un ripensamento sull'Ue», come ha notato il New York Times , un ripensamento dovuto alle stragi delle Torri gemelle e alla guerra dell'Iraq. Dopo di esse, l'America ha trovato una giustificazione al suo nuovo ruolo imperiale: la tutela della libertà e la lotta al terrorismo in tutto il mondo. In questo quadro è spesso tentata di sostituire le alleanze «ad hoc» alle partnership storiche e di vedere nell'Ue, in maggioranza contraria alla guerra preventiva e legata a istituzioni internazionali come la Corte penale dell'Aja e l'Onu, un potenziale polo alternativo. Diffida dei suoi piani di unità di difesa e integrazione politica.

C'è il rischio che l'Atlantico si allarghi? Secondo il Council of foreign relations di New York, no, «se Bruxelles e Washington lavoreranno a rinnovare la loro partnership», in modo da non cambiare l'una a danno dell'altra.

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