Da Wired News del 06/09/2002
Originale su http://www.wired.com/news/technology/0,1282,54917,00.html

Australia, una torre per arrivare al sole

di Daithì Ó hAnluain

A FINE AGOSTO il governo australiano ha dichiarato di sostenere (ma di non intendere finanziare) un progetto (http://www.wentworth.nsw.gov.au/solartower/) energetico ambiziosissimo: una torre solare alta mille metri. Il progetto è appunto quello di creare un "mulino a energia solare" su scala gigante, che baserà il suo funzionamento sul principio della convezione (secondo cui l'aria calda tende a salire), per cui la torre si comporterà più o meno come un enorme camino. In un camino di dimensioni così importanti, l'aria sale molto velocemente. Essa può raggiungere la temperatura di sessantacinque gradi Celsius e viaggiare alla velocità di trentacinque miglia all'ora verso il centro di questo contenitore dal diametro di sette chilometri (in sostanza una gigantesca serra). Salendo, l'aria fa girare delle turbine appositamente progettate, e produce elettricità. Durante la notte, il calore immagazzinato nel corso della giornata dalle celle solari viene rilasciato e continua a muovere le turbine. Al contrario dei tradizionali mulini a vento, la torre non ha bisogno di fare affidamento sulle condizioni meteorologiche per funzionare: è in grado di produrre vento da sola, ventiquattr'ore su ventiquattro.


UN RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE

Il progetto ricorda quello della torre di Babele, ed è quasi altrettanto ambizioso. L'edificio risultante sarà alto quasi il doppio della struttura più alta del mondo, la Cn Tower canadese. Sarà visibile dallo spazio e a ottanta miglia di distanza a livello del suolo. Se riusciranno a costruirlo. L'azienda che maggiormente sostiene il progetto, l'EnviroMission (http://www.enviromission.com.au/index1.htm), sta prendendo la cosa molto sul serio, e ha alle proprie dipendenze gente molto preparata che dice di potercela fare. Tanto per cominciare, il governo federale australiano ha insignito la torre del Major Project Facilitation Status. Questo riconoscimento significa che il progetto è degno del massimo interesse da parte dell'opinione pubblica, che ha l'appoggio morale delle istituzioni australiane e che verrà monitorato dalle agenzie governative. Insomma, il governo non ha potuto fare a meno di ficcarci il naso. «Questo progetto conferma il ruolo di leader mondiale dell'Australia nella produzione di energia alternativa volta alla riduzione dei gas serra. L'operazione intrapresa dall'EnviroMission rappresenterà la prima applicazione mondiale su larga scala della nuova tecnologia solare», commenta Ian Macfarlane (http://www.minister.industry.gov.au/bio.cfm?object...), ministro (http://www.minister.industry.gov.au/) australiano dell'industria, del turismo e delle risorse. La credibilità del progetto è rafforzata dall'ottima reputazione dei suoi responsabili tecnologici, gli ingegneri tedeschi della Schlaich Bergermann & Partner (Sbp http://www.sbp.de/en/fla/index.html), una delle più prestigiose aziende mondiali di design. La Sbp ha compiuto in passato sperimentazioni anche con altre fonti di energia alternativa, in particolare progettando un disco per la raccolta di energia solare in grado di raggiungere una temperatura di settecento gradi. "Abbiamo già realizzato un prototipo di torre solare in Spagna dopo la crisi petrolifera dei primi anni Ottanta", ricorda Wolfgang Schiel. «Ma non abbiamo potuto sviluppare il sistema: tutti pensavano che il prezzo del petrolio sarebbe salito a trentasei dollari a barile, ma in realtà calò a quindici dollari e la gente ha perso interesse nel progetto». Finora.


UNA MANNA PER AMBIENTE E TURISMO

Oggi l'ipotesi di un prossimo cambiamento climatico e la necessità di una politica di controllo delle emissioni di carbonio hanno dato nuovo slancio e flessibilità finanziaria al progetto della torre solare, che ha suscitato grande impressione anche all'estero, fra gli ambientalisti. «Un'operazione del genere potrebbe rivelarsi relativamente cara rispetto alla costruzione di un comune mulino a vento», osserva Robin Harper (http://www.scottishgreens.org.uk/robin/), dei Verdi di Scozia. «Ma il vantaggio è che può funzionare anche di notte e quando non c'è vento. Questo risolve il problema dell'immagazzinamento di energia, da cui nasce la maggior parte delle critiche comunemente rivolte alle attuali tecnologie eoliche e solari». Una torre alta mille metri può produrre duecento megawatt di energia, una quantità di elettricità sufficiente ad alimentare duecentomila abitazioni. Tale emissione eviterebbe ogni anno a circa 830 mila tonnellate di gas serra di andare a contaminare l'atmosfera. «Un impianto del genere produrrebbe la stessa energia di un piccolo reattore nucleare, quindi si tratta di un affare non da poco», aggiunge Harper. La torre finirebbe anche per rivelarsi una grossa attrazione turistica, tanto che la maggior parte delle cinquanta occupazioni previste per mandare avanti tutto l'apparato ha a che fare con l'accoglienza ai visitatori. Per far funzionare lo stabilimento lo staff ha bisogno di quindici membri. Wentworth Shire (http://www.wentworth.nsw.gov.au/), nel New South Wales - la città in cui verrà costruita la torre - è ben consapevole delle potenzialità di questa innovazione, anche se il sindaco Don McKinnon avverte: «Non bisogna sopravvalutare l'importanza di questo progetto». L'azienda spera di cominciare i lavori per la costruzione dell'impianto all'inizio del 2003, in modo da poterlo inaugurare alla fine del 2005 o nei primi mesi del 2006.
Annotazioni − Articolo italiano edito su Boiler: http://www.enel.it//magazine//boiler//arretrati/108wiredenergia.shtml

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