Da La Repubblica del 07/08/2007

India, smacco a Novartis "Sì ai farmaci dei poveri"

La farmacia dei poveri potrà continuare a produrre medicine a basso costo per i mercati del Terzo mondo: la Corte suprema di Madras, nel sud dell´India, ha respinto ieri la richiesta del gigante farmaceutico svizzero Novartis perchè fosse dichiarata incostituzionale e contraria alle norme del Wto (Organizzazione internazionale del Commercio) la legge indiana sui brevetti dei farmaci. Se la richiesta fosse stata accettata, l´India avrebbe dovuto ridurre drasticamente la sua produzione di farmaci generici (le copie a basso prezzo delle formulazioni originali) provocando un danno gravissimo a milioni di pazienti nei paesi in via di sviluppo che proprio sui prodotti dell´industria farmaceutica indiana contano per accedere a cure altrimenti molto costose.
All´origine della vicenda c´è la decisione del governo indiano di bocciare la richiesta di brevetto da parte di Novartis per il Glivec, un farmaco antitumorale. New Delhi motivò la scelta spiegando che il Glivec non conteneva sostanziali novità rispetto a una precedente formulazione prodotta dalla stessa Novartis: per gli indiani si trattava dunque di un farmaco vecchio che la casa farmaceutica voleva registrare come nuovo per impedire che - come accade, secondo la legge indiana, ai prodotti creati prima del 1995 - fosse replicato dalle ditte produttrici di generici e messo in commercio a un prezzo molto inferiore a quello dell´originale (una dose mensile di Glivec targata Novartis costa 2600 dollari. Il generico è prodotto da diverse industrie in India e costa in media un decimo).
La battaglia legale in realtà andava ben oltre il Glivec, come entrambe le parti in causa hanno ammesso: gli avvocati della Novartis hanno spiegato che il farmaco è fornito gratuitamente al 99% dei pazienti che ne hanno bisogno in India e il vero motivo dell´opposizione alla legge era da ricercarsi nella necessità di difendere i brevetti e la ricerca scientifica che vi sta dietro. Le associazioni umanitarie, scese in campo in difesa della legge, hanno visto nella causa un tentativo di bloccare un´industria, quella indiana dei generici, che negli anni è diventata leader mondiale nel settore, soprattutto alla produzione di farmaci anti-retrovirali contro l´Aids. «Questa vittoria - spiega Raffaella Ravinetto, presidente della sezione italiana di Medici senza frontiere - è importante per il futuro: se Novartis avesse vinto ci sarebbe stata una normativa più restrittiva sulla produzione di tutti i generici in India, con il risultato di una riduzione dell´accesso ai farmaci essenziali per milioni per persone nel mondo». (Francesca Caferri)

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