Da La Stampa del 26/05/2004
Originale su http://www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/archivio/0405/rivoltaw...

Il provvedimento punisce lo scambio di file in rete

Rivolta sul web: no alla legge Urbani

Attaccati i siti Internet del governo e della Siae
«Vogliamo tutelare la libertà di informazione»

di Michela Tamburrino

ROMA. La protesta naviga su Internet: i giovani disubbidienti dell’etere, preoccupati all’idea di non potersi più masterizzare i dischi in casa o scambiarsi film in Rete senza colpo ferire, adottano una forma cibernetica di girotondo via web. Obiettivo, mettere in difficoltà i siti istituzionali, bloccarli «per eccesso di visite».

La guerriglia, che ieri per alcune ore ha tenuto in semiscacco il sito governativo, quelli di Camera e Senato e il sito Siae, è scattata per boicottare l’approvazione d’urgenza del decreto Urbani che «intensifica le pene per coloro che scaricano e scambiano libere informazioni» tramite Internet.

Ma non è solo questo al centro della protesta del Bo.Bi. («Comitato boicottiamo il biscione»). L’iniziativa - ha spiegato Gianfranco Mascia del Comitato e candidato alle europee nella Lista Di Pietro-Occhetto - «se la prende anche contro la norma risalente al 1936, riproposta e attiva dal 21 maggio di quest’anno, che obbliga chiunque detenga siti, anche amatoriali, a depositare due copie del contenuto “in uffici non meglio precisati” a Firenze e Roma».

Si invoca la libertà d’informazione, si grida all’incostituzionalità del decreto e si assicura un secondo «net-strike» per lunedì 31 ai danni del sito di Urbani, qualora non dovessero intervenire fatti nuovi. E ancora oltre, fino a quando il popolo di Internet non avrà ottenuto ragione.

Al popolo di Internet e ai pirati informatici si contrappongono la Federazione antipirateria audiovisiva (Fapav), la Federazione contro la pirateria musicale (Fpm) e la Federazione industria musicale italiana (Fimi). Per loro «è normale che si protesti: questa legge colpisce al cuore coloro che vedono Internet come un terreno fertile sul quale praticare l’illegalità».

Intransigenza, ci vuole, e inflessibilità, perché - assicurano le federazioni, sondaggi alla mano - c’è di che preoccuparsi. Su un campione di 4700 italiani dai 14 anni in su, il 22% degli intervistati possiede cd masterizzati. Il 37,4% (contro il 51,2% del 2002) ritiene che non ci sia nulla di male ad acquistare un cd masterizzato.

Su oltre 17 milioni di persone che usano Internet in Italia, il 7,6% (oltre 3,6 milioni) scarica musica senza pagare e solo il 3,9% non è contrario ad acquistare musica da siti legali. Il sondaggio, realizzato da AcNielsenCra, svela che sempre più persone scaricano senza pagare, collegandosi da scuole, università, uffici, mentre si registra un calo se l’operazione va fatta dalle abitazioni private. Il dolo c’è e chi lo compie lo sa (almeno nel 55,4% dei casi), mentre il 24,2% (vale a dire 12 milioni di utenti) sa che ci sono azioni legali ai danni di chi scarica illegalmente. Tetragono, il 56% assicura: «Anche in futuro continuerò a scaricare illegalmente».

La rivolta ha fatto inondare di messaggi il forum di punto-informatico.it, ma ha anche scatenato la reazione di quanti la considerano ai confini della legalità. A intervenire la Polizia postale e delle telecomunicazioni: «La segnalazione ci è arrivata dai carabinieri e siamo attivi da due giorni. Il fatto è che il mondo Internet è talmente vasto che chi è in possesso dell’adeguata preparazione ha la possibilità di interferire. Ma in questo caso non si è andati più in là di qualche disturbo sulla Rete».

«Il dl Urbani non si combatte con la pirateria - dice Fiorello Cortiana, il senatore Verde presidente dell’Intergruppo Bicamerale per l’Innovazione Tecnologica -. Noi abbiamo partecipato allo sciopero delle connessioni e alla scelta di non usare Internet per un giorno. Peraltro esiste un impegno preso dal ministro dei Beni Culturali in Parlamento per modificare il decreto (che prevede la reclusione fino a 4 anni per chi scarica una canzonetta) e ci risulta che questo impegno sarà rispettato».

***

IL DECRETO

Pene severe per chi condivide file in Rete: chi scarica musica, film o software da internet rischia fino a 4 anni di reclusione e una multa fino a 15.493 euro.

Obbligo del bollino Siae: in pratica si devono applicare bollini «virtuali» a tutte le opere dell'ingegno (compresi i file html).

Tassa di 0,36 euro per i gigabyte sulle memorie digitali.

Un nuovo tributo del 3% per i produttori, destinato alla Siae, sul prezzo di listino dei masterizzatori di cd e dvd.

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