Da La Repubblica del 12/11/2005

Definito l'accordo su un programma che prevede maggiore libertÓ di licenziamento e la crescita dell'Iva dal 16 al 19 per cento

Una "grosse koalition" per la Germania

Nasce il governo Cdu-Spd: pi¨ tasse e pi¨ investimenti per la ripresa

In politica estera la Merkel porterà il suo governo più vicino agli Stati Uniti
Non è finita: l'intesa dovrà essere approvata dai congressi dei tre partiti alleati

di Andrea Tarquini

BERLINO - Ce l'hanno fatta. Dopo settimane di duri negoziati, la Cdu-Csu di Angela Merkel e la Spd dell'altra star dell'Est, il giovane riformatore Matthias Platzeck, hanno raggiunto l'accordo di governo della Grande Coalizione. La lunga crisi politica tedesca è risolta. Angela Merkel sarà la prima donna alla guida del paese: il 22 sarà eletta Cancelliera dal nuovo Bundestag.

L'intesa è stata difficile. Non fa facili promesse, chiede anzi sudore e lacrime: aumenti delle tasse, tagli al welfare, blocco delle pensioni e lavoro fino a 67 anni per risanare i conti pubblici. S'impegna a un gigantesco piano d'investimenti pubblici. Annuncia una politica estera diversa: non più appeasement con Putin, pressing sulla Russia per la democratizzazione, riavvicinamento all'America, più collegialità nell'Unione europea.

In un Vecchio continente segnato dalle crisi, tra le rivolte francesi e le tensioni italiane, l'involuzione nazionalista a Varsavia e il tramonto di Blair, la Germania tenta il rilancio sotto il segno dell'unità nazionale e di una doppia novità storica: per la prima volta sarà guidata da una donna, e dopo la stagione dei sessantottini occidentali al potere, i leader dei due partiti di massa sono figli dell'Est, cresciuti sull'onda dell'89 della caduta del Muro.

Si sono presentati sorridenti, in quattro, davanti alle telecamere: Frau Merkel e Matthias Platzeck, i due veri vincitori della svolta. Accanto a loro l'ex presidente Spd Franz Muentefering, che sarà vice-cancelliere. E il governatore bavarese Edmund Stoiber, che rinunciando al governo per insofferenza verso la Cancelliera è uscito come il grande sconfitto.

«Dopo 39 anni da avversari in democrazia, ci siamo decisi ad assumere una responsabilità comune», ha detto Angela Merkel, parlando per la prima volta da capo dell'esecutivo. «Questa può essere la Coalizione delle nuove possibilità, la chance di superare la crisi e portare avanti le riforme.

Vogliamo di più e meglio per la Germania. Il lavoro difficile comincia ora, è presto per essere felici, ma posso già dirmi soddisfatta». Ha incalzato Platzeck: «Il paese e il mondo affrontano drammatici cambiamenti, e si aspettano un nostro successo». L'accordo di governo è un documento di 130 pagine. Raggiunto con concessioni incrociate. La Cdu-Csu ha ingoiato la tassa per i ricchi, come anche la conferma della rinuncia al nucleare e il piano di investimenti pubblici per 25 miliardi di euro specie per ricerca scientifica e nuove tecnologie. La Spd si è piegata ad accettare più libertà di licenziare sul mercato del lavoro, l'aumento dell'Iva dal 16 al 19 per cento e un impegno esplicito a rientrare nel 2007 nei tetti posti dal Patto di stabilità al deficit pubblico, cioè il 3 per cento del prodotto interno lordo.

Un altro, importante successo della Merkel è in politica estera. Nelle 15 pagine relative alla posizione internazionale di Berlino, si annuncia la fine delle intese privilegiate e dei sì incondizionati a Putin, e dei patti "a tre" con Parigi e Mosca, che avevano caratterizzato i sette anni di Schroeder. La Germania premerà per la democratizzazione in Russia e per una soluzione politica in Cecenia, eviterà politiche di Direttorio, darà più attenzione alla voce degli altri paesi europei. Tenterà un riavvicinamento con Washington, dopo il gelo per il no alla guerra in Iraq. Rinuncerà all'intransigenza sulla rappresentanza al Consiglio di sicurezza Onu, chiederà all'Unione europea che i suoi contributi al Bilancio Ue non siano più superiori all'1 per cento del Pil il tedesco. Raddoppierà, per consenso bipartisan, gli aiuti al Terzo mondo. Infine ma non ultimo, bipartisan è la riforma del federalismo: i Laender ricevono più competenze, ma la Camera delle regioni avrà meno chances di bloccare la legislazione federale.

«Adesso i congressi dei partiti dovranno approvare l'accordo», ha ammonito Muentefering. Lanciando un appello ai delegati spd, riuniti da lunedì a Karlsruhe. Le assise della socialdemocrazia saranno la prima prova difficile per la Grosse Koalition. «Eppure le premesse per un successo di questo governo ci sono, il rilancio del paese è possibile», ha concluso. Proprio dall'avversario di ieri, l'ex cancelliere Spd Gerhard Schroeder, sono giunti alla Merkel i primi auguri di buon lavoro.

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