Da Corriere della Sera del 28/10/2005

Rischio buco da 4 miliardi: spunta la manovra-ter

Il Consiglio dei ministri torna a esaminare i conti 2005. Le consultazioni di Tremonti

di Mario Sensini

ROMA - La manovra-bis per rimettere in linea i conti pubblici del 2005, varata appena due settimane fa, rischia di non bastare. E già oggi, secondo fonti concordi, il Consiglio dei ministri potrebbe decidere nuove misure per frenare il deficit di quest’anno al 4,7% concordato con Bruxelles. Uno scivolamento dei conti rischia di creare problemi seri con la Ue e di pregiudicare anche l’assetto della Finanziaria 2006, sulla quale ieri il ministro dell’Economia ha fatto il punto con i capigruppo di maggioranza della Camera e del Senato. Il fondo per la famiglia da un miliardo di euro è quasi definito. Ci saranno il bonus per i neonati (750 milioni) e le agevolazioni per i portatori di handicap e la scuola privata (due fondi da 125 milioni). Per la Lega Nord l’accordo è fatto e il discorso già chiuso. An, però, vuole inserire nel pacchetto anche un piano per la casa, con le agevolazioni per gli affitti. Mentre l’Udc pretende la ricostituzione del fondo famiglia ai 1.140 milioni di euro fissati dal Consiglio dei ministri e poi decurtati. Prima della decisione ci sarà un nuovo incontro tra Tremonti e la maggioranza. Se tutto andrà bene, il pacchetto entrerà nel maxi-emendamento che il governo presenterà in Aula al Senato, dove il voto finale sulla Finanziaria è previsto l’11 novembre. Non si esclude, però, che altri aggiustamenti arrivino nel passaggio alla Camera. Anche per rivedere i tagli agli enti locali coi quali ieri Tremonti ha avviato un confronto su tavoli separati.Da una parte le Regioni, dall’altra Comuni, Province e Comunità Montane, rassicurate dalla maggioranza e dal governo rispetto all’ipotesi di una loro eliminazione.

La maggior preoccupazione dell’esecutivo, come ha fatto intendere ieri Tremonti in Parlamento, resta comunque quella dei conti pubblici 2005.Che tra l’altro ritarda la pubblicazione del secondo volume della Relazione Previsionale (il primo è arrivato il 30 settembre con la Finanziaria) che si sofferma proprio sugli andamenti del bilancio. Il problema è che la Finanziaria del 2005 s’è rivelata un fallimento. Le cartolarizzazioni sono saltate, il tetto alla crescita della spesa pubblica non ha tenuto e dagli studi di settore non arriva il gettito atteso. Secondo fonti dell’esecutivo si rischierebbe un buco sul 2005 fino a 4 miliardi di euro. Al netto della manovra-bis varata il 14 ottobre, sdalla quale è attesa una riduzione del deficit di quasi 2 miliardi, più 1 con la vendita di caserme e immobili pubblici a Fintecna.

Qualche misura potrebbe dunque arrivare già al Consiglio dei ministri di oggi. Che dovrebbe rinviare, invece, l’approvazione definitiva degli aumenti salariali per i dipendenti della scuola, quasi fatalmente destinati a slittare al 2006. Ieri,intanto, la Commissione Finanze del Senato ha approvato il decreto che accompagna la Finanziaria. Oltre all’esenzione Ici per le confessioni religiose, contiene norme per combattere l’elusione con l’aiuto dei Comuni, cui andrebbe il 30% del ricavato, la nascita di Riscossione Spa e una stretta sulle rendite speculative.

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