Da Corriere della Sera del 08/04/2005
Originale su http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/04_Aprile/08/cairo.shtml

L’attentatore è arrivato su una moto

Bomba al Cairo: due morti, italiana ferita

Uccisa una francese. Il secondo corpo potrebbe essere del kamikaze. Tra i 20 feriti una italiana

di Guido Olimpio

Attacco terroristico nel cuore del Cairo. Almeno due persone, tra cui una turista francese, sono morte per un’esplosione nel mercato di Khan Al Khalili. In una dichiarazione diffusa nella notte dal portavoce della presidenza si fa l’ipotesi che il secondo corpo sia quello dell’attentatore suicida. Le condizioni del cadavere rendono difficile il riconoscimento. In un primo tempo si era parlato di un turista americano. I feriti sono 20. La lista comprende una donna italiana con la doppia cittadinanza. Non è grave, ma è in stato di choc. Secondo alcune fonti, ci sarebbe un altro ferito del nostro Paese. In ospedale anche un turco, un britannico, due statunitensi, due francesi e molti egiziani. Incerta la dinamica. In una prima ricostruzione della polizia un terrorista, mescolato alla folla, avrebbe lanciato una granata contro gli stranieri. In precedenza i testimoni avevano sostenuto che l’uomo fosse arrivato su una moto. Infine, in serata, la versione delle autorità egiziane: si è trattato di un’azione kamikaze, il terrorista è saltato in aria insieme alla moto, con una tecnica già usata in Medio Oriente. Gli investigatori hanno arrestato un sospetto - aveva delle ustioni sul volto - che cercava di allontanarsi dopo l’esplosione. La strage coincide con un momento particolare della politica egiziana: il presidente Hosni Mubarak ha annunciato prudenti riforme, ma al tempo stesso ha colpito con mano pesante i Fratelli musulmani, vittime periodiche della repressione. L’attentato avviene nel pieno della stagione turistica egiziana, ferendo un settore fondamentale per l’economia del Paese.

Questo il film dell’attacco. La via Muski è piena di vita. Siamo nella zona del famoso bazar di Khan Al Khalili, non lontano dalla moschea di Al Azhar. Vie affollate di venditori e molti turisti. Tra questi francesi, americani, italiani, turchi impegnati nello shopping. Trattano con i negozianti, guardano con curiosità i prodotti. E probabilmente non fanno caso al motociclista che si avvicina: l’uomo - afferma una passante - aspetta un istante e poi innesca il detonatore. «Ho sentito una esplosione, un rumore terribile. Tutti si sono messi a correre. E ho visto una testa rotolare per aria». A terra restano sei-sette persone sanguinanti. Hanno l’aspetto occidentale. A uccidere, dice la polizia, è stata «una bomba artigianale fatta con polvere esplosiva e chiodi».

Sul posto arrivano decine di ambulanze, mentre gli agenti creano un cordone per tenere lontani i curiosi. Infatti molti restano nella zona del mercato malgrado l’esplosione. In un clima di grande confusione, i servizi di sicurezza tentano di ricostruire l’esatta dinamica dell’attacco, eseguono dei fermi. E soprattutto cercano di scoprire se si tratta di un gesto isolato (pista che Il Cairo tende a privilegiare) o la sfida di un’organizzazione eversiva. L’attentato è il secondo episodio nell’arco di pochi mesi. In ottobre l’hotel Hilton di Taba e alcuni campeggi erano stati sconvolti da una serie di esplosioni provocate da alcuni kamikaze: 34 i morti. Una zona frequentata da molti turisti occidentali e israeliani. In quell’occasione le autorità hanno accusato un gruppo di beduini e un palestinese, sostenendo che avevano organizzato il massacro in risposta alla politica di Israele nei territori occupati. Durante l’inchiesta sono state fermate centinaia di persone, trattenute per mesi senza processo. Ma la versione del Cairo non ha mai convinto fonti indipendenti, per le quali l’attacco è stato condotto da un gruppo qaedista o comunque da una cellula egiziana legata al terrorismo internazionale. Prima Taba e ora Il Cairo potrebbero rientrare in una strategia che risente del contagio iracheno. Fazioni radicali tendono ad allargare il fronte colpendo nei Paesi amici dell’Occidente. C’è stata un’azione suicida in Qatar condotta da un egiziano, padre di famiglia e con un buon lavoro. E’ stata sventata un’operazione analoga nell’Oman (centinaia di arresti) e sono scattate misure preventive nel Kuwait in seguito a un allerta terrorismo.

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Religious extremist behind Cairo market bombing
Prosecutors say police have arrested three of the suspect's relatives
su The Daily Star del 12/04/2005

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