Da La Repubblica del 04/08/2004

I manager dovranno svelare le retribuzioni o saranno obbligati per legge

No del governo tedesco agli stipendi top secret

di Andrea Tarquini

BERLINO - E´ guerra sulla corporate governance e sugli stipendi dei supermanager in Germania tra mondo politico e grandi aziende. In nome della trasparenza, governo e opposizione esigono dai colossi economici e finanziari della prima potenza economica europea la piena pubblicità delle retribuzioni dei loro dirigenti e dei membri dei consigli di sorveglianza. Se le aziende non si piegheranno per amore, dovranno farlo per forza: di qui all´anno prossimo ci penseranno i legislatori a imporre la totale trasparenza delle retribuzioni al vertice, con leggi che si preannunciano approvate sia dalla maggioranza di sinistra al potere, sia dalle opposizioni cristianoconservatrice e liberale.

E´ stata la ministro della Giustizia, signora Brigitte Zypries - socialdemocratica come il cancelliere Gerhard Schroeder - a lanciare, in un´intervista all´autorevole quotidiano berlinese Tagesspiegel, il tema di una riforma della corporate governance in Germania. «Vogliamo introdurre più coscienza delle responsabilità ai vertici delle grandi aziende e banche», ha spiegato Frau Zypries. «Diamo tempo loro fino all´estate del 2005. Chi allora non si sarà adeguato alla nostra richiesta di sua scelta, dovrà farlo per forza.».

Il governo ha reagito così alla notizia, uscita giorni fa sulla Frankfurter Allgemeine, secondo cui i big di economia e finanza, in incontri riservati, avrebbero concluso un patto segreto per mantenere tutti insieme il massimo riserbo sulle retribuzioni dei loro dirigenti. E´ un tema molto sentito dal grande pubblico in Germania. Specie dopo che il processo al numero uno di Deutsche Bank, Eduard Ackermann, e ad altri membri del consiglio di sorveglianza di Mannesmann, per le liquidazioni d´oro che questi si erano concessi dopo l´acquisizione di Mannesmann da parte del gigante britannico Vodafone, si è concluso in luglio con le assoluzioni degli imputati. Il tema della corporate governance è popolare, e può innescare una corsa ai consensi tra governo e opposizione. Non è giusto, dicono sia Spd e Verdi che democristiani e liberali, che i lavoratori dipendenti debbano ingoiare sacrifici per le necessarie riforme di welfare e mercato del lavoro e colpi al potere d´acquisto visto il caro-petrolio, e che intanto i supermanager si concedano continui aumenti.

Finora, solo nove delle trenta maggiori aziende quotate in Borsa a Francoforte hanno accettato di rendere pubblici gli stipendi dei loro manager. In base a questi dati, il più pagato è proprio il numero uno di Deutsche Bank, Ackermann, che riceve 7,72 milioni di euro l´anno. Al secondo posto il ceo del colosso del software Sap, Henning Kagermann, con 3,38 milioni, mentre il capo di Deutsche Telekom, Kai-Uwe Ricke, deve contentarsi di «appena» 2,63 milioni di euro.

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