Da La Repubblica del 28/05/2004

Il discorso di Berlusconi copia carbone di mille comizi: i comunisti, i magistrati, la stampa ostile

"Credo laico" e elicotteri al congresso del karaoke

di Concita De Gregorio

MILANO - SE NE vanno come allo stadio quando la partita è già persa, con le bandiere arrotolate in spalla e i gagliardetti in tasca in fila indiana sui ponti con vista sulla tangenziale. Via dal congresso karaoke - l´inno di Mameli che scorre sui megaschermi, le parole che si illuminano via via che il coro intona - karaoke la musica e karaoke il discorso di Silvio Berlusconi, copia carbone di mille comizi già sentiti: i comunisti, i magistrati, la traversata nel deserto, la stampa ostile, il contratto con gli italiani rirecitato tutto intero daccapo, persino Bondi abbassa il capo, Paolo Romani sbadiglia.

Alle otto e venti di sera, mentre il premier ripete la giaculatoria delle buone cose fatte davanti a dieci ministri in prima fila, tutto il suo governo e la sua famiglia in sala - la mamma, il fratello, i figli maggiori - al bar del palaforum di Assago ci sono almeno cinquanta persone (delegati, ospiti) che fumano e bevono caffè. Finiti da un pezzo i panini al salame, banco ristoro ormai vuoto. Alle nove, mentre chiama i fischi della platea elencando i nomi dei leader di centrosinistra, Ignazio La Russa si intrattiene al banco bar con Daniela Santanchè. Alle nove e dieci, mentre rimpiange il D´Alema d´una volta, Anna La Rosa in maniche devorè scende le scale mobili in equilibrio su sandali gran sera tacco undici centimetri e guadagna l´uscita. Le tribune sono quasi vuote, del resto erano piuttosto sgombre anche al principio. Assenti i leader della maggioranza, pochi gli ospiti ad uso dei fotografi che ripiegano mesti su Giorgio La Malfa. Frase chiave del lungo, lento, noiosissimo discorso: «Abbiamo scongiurato la demoralizzazione del Paese». Non quella dei presenti, purtroppo. Tremonti si tiene il capo con le mani, Baget Bozzo si assopisce. Dà segni di entusiasmo solo la signora Carmelita Bonfiglio, 82 anni, da dieci anni presidente del Club Forza Italia Milano 2, il luogo - inventato da Berlusconi - dove vive. «Darei la vita per Silvio e per sua madre», dice, difatti è molto amica della signora Rosa, spiega, da cui la separa un solo posto a sedere: quello di Giuliana Tordera, infermiera specializzata e assistente dell´anziana madre del premier, entrambe vistosamente commosse. L´infermiera annuisce accarezzandosi spesso la coccarda di militante appuntata al bavero della giacca, la signora Rosa in tailleur con jabot biancoblù e splendidi orecchini di brillanti e perle stringe il braccio della nipote Marina, di nuovo rossa di capelli e meta di un pellegrinaggio di devoti che le chiedono - in quanto erede al trono - un autografo, una foto, uno scatto con videofonino. I più intimi si rallegrano per la disinvoltura con cui porta la nuova gravidanza, lei tace e sorride. Canta solo per il karaoke dell´Inno di Forza Italia, non per quello di Mameli.

La prima giornata del secondo congresso (il primo sei anni fa, pause lunghe) era cominciata con l´arrivo degli elicotteri - uno per Angiolino Alfano, pupillo del leader - in una situazione logistica concepita appunto per chi arriva comodamente dal cielo. Accessi interdetti, decine di posti di blocco, controlli cianotici e nervosi. Stefania Prestigiacomo valletta come sempre, essendo la più alta e la più bionda fra i ministri. Jole Santelli abbronzatissima in rosa confetto, Previti molto di buonumore che saluta col pollice levato, Formigoni il più baciato. Assente Frattini, in Messico, assente anche il presidente del gruppo Ppe che ha mandato una lettera. Il coro, poi i giovani che recitano il Credo laico, anche questo in karaoke sul video. Il protocollo prevede che per primo parli il sindaco di Assago («alla faccia di tutte le cassandre demoscopiche noi porteremo fortuna un´altra volta»), poi il timido Albertini, sindaco candidato alle europee. Già qui i delegati si distraggono, compilano un questionario sulla trasformazione dei partiti che hanno trovato nella cartella cartonata del congresso. Saluta Ombretta Colli, la «bella tosa», che «da donna» saluta le madri e le mogli dei soldati in Iraq, applauso d´obbligo. Formigoni assicura che il premier gli risponde sempre al telefono, Bondi in quanto coordinatore spiega che Forza Italia incarna il «nuovo Rinascimento», ha abbandonato lo Spirito santo forse lo ha lasciato a Baget Bozzo per oggi. Scajola, che si diceva dovesse parlare, non è previsto. Berlusconi, dunque, con un´ora abbondante di ritardo ma puntuale per la diretta dei tg della sera. Non ha ancora cominciato che già la bruna del coro gli urla «sei unico, sei un mito», e salta a piè pari. Lui dice «abbiamo tratto in salvo l´eredità di Einaudi e di De Gasperi», dal fondo un grido: «Sei onnipotente». Piersilvio in terza fila sorride. Il padre evoca la «nuova moralità del primo governo del nuovo millennio», il suo, e ringrazia gli amministratori qui presenti che si sono astenuti «dal rubare». La platea sventola bandiere, poche. Tra i delegati per lo più cinquantenni vasto apprezzamento del richiamo alla moralità. La sobrietà di stile e la contenuta propensione allo sfarzo si evince in sala da un massiccio ritorno alla cravatta con animaletti: bella quella di Martusciello (conigli?), insuperabile quella del delegato toscano Sisto Dati, teste di gatto muticolor. Primi piani sul monitor di Lunardi, La Loggia, poi Baget Bozzo, Bonaiuti, Biondi, forse assemblati in ordine alfabetico. Defilato Dell´Utri, come sempre. Al ringraziamento presidenziale alla Moratti la ministra si stringe pudica nelle spalle rallegrata da Tremonti. Ai fischi per Violante, Cossutta, Occhetto, D´Alema, Fassino si unisce il governo in carica al completo. Alla battuta su «Prodi meschino» sorrisi e teste che annuiscono. A quella su Bertinotti («la sinistra candidi il suo vero leader») applausi in piedi dei pochi rimasti per obbligo di carica. Fuori, allo stand dei libri deserto, le hostess si preoccupano di che fare delle pile de «La forza di un sogno». «Le rimettiamo in magazzino?». «Ma no, lasciale lì, tanto... «. Le file indiane di convegnisti sono da un pezzo in processione sul ponte. Due ore e sette minuti di parole, ecco, adesso ha finito. La signora Rosa piange, dice «lui si alza sempre alle sei del mattino, va a letto così tardi, che il Signore lo protegga». Marina dà un´occhiata muta alla bodyguard, che sussurra all´auricolare e fa preparare la macchina.

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