Da Corriere della Sera del 17/04/2004

Bush e Blair promuovono il piano Onu per l’Iraq

Sì dei due leader a un nuovo governo entro il 30 giugno. «Ma i nostri soldati resteranno sul campo per difenderlo»

di Ennio Caretto

WASHINGTON - Almeno a parole, è l'inizio della svolta. Abbandonando il piano originario, George Bush e Tony Blair si dicono disposti, se non a delegare, a spartire con l'Onu il controllo politico dell'Iraq in fiamme. «Accogliamo con soddisfazione le proposte dell'inviato Lakhdar Brahimi e lo ringraziamo del lavoro svolto» dichiara il presidente. «Il suo progetto di un governo ad interim è ampiamente accettabile dal popolo iracheno ed è benvenuto». Aggiunge Blair: «Nel processo del passaggio dei poteri, l'Onu avrà un ruolo centrale. Elogiamo il segretario Kofi Annan per il suo impegno». Fianco a fianco nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, alla conferenza stampa congiunta davanti alle consorti Laura e Cherie, i due non annunciano l'invio di una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza. Ma è chiaro che sarà il loro prossimo passo.

La svolta non comporta alcun cedimento militare. I due leader ribadiscono che dopo il 30 giugno, quando sarà in carica il nuovo governo iracheno, «tutte le forze della coalizione rimarranno sul campo ad aiutarlo e a garantire l'ordine». Bush fa un accenno commosso ai caduti in Iraq, italiani inclusi: «Apprezziamo il coraggio e il sacrificio dei nostri alleati» dice. Ammonisce: «Le forze estremiste nemiche falliranno perché la coalizione non permetterà loro di vincere e perché gli iracheni non vogliono un tiranno al posto di un altro». E conclude: «Il premier e io abbiamo compiuto la nostra scelta. Non vacilleremo e l'Iraq diverrà indipendente e diverrà una nazione pacifica». Blair lo spalleggia. Fa anche lui un riferimento alle vittime più recenti del terrore: «Sapevamo che gli attentati sarebbero aumentati in vista della scadenza del 30 giugno, ma abbiamo la volontà e i mezzi di realizzare il nostro compito». E termina: «Il 30 giugno dimostreremo che non abbiamo alcun interesse all'occupazione dell'Iraq». Bush e Blair non parlano di una forza multinazionale in appoggio alle loro truppe, se possibile una forza della Nato, ma è un tacito obiettivo.

E' una unanimità che emerge anche a proposito di Israele, l'altro punto focale della conferenza stampa. I due leader respingono le critiche al piano del premier israeliano Sharon di totale disimpegno da Gaza ma di mantenimento di alcuni insediamenti in Cisgiordania. Il piano, sostiene Bush, «è una fantastica opportunità di formare uno Stato autonomo della Palestina e non pregiudica l'accordo finale sulle frontiere, anzi lo facilita, a patto che i palestinesi combattano il terrorismo creando istituzioni democratiche». Blair non arriva a definirlo storico come l'ospite, ma lo paragona favorevolmente ai piani dell'Irlanda del Nord e di Cipro: «Rispetto a essi ha un notevole vantaggio - afferma -. I palestinesi potranno gestire il loro territorio e ottenere gli aiuti necessari a nuove misure di sicurezza, politiche ed economiche». Come Bush, rivolge un appello all'Europa e ai Paesi arabi perché non boicottino Israele: «Il piano Sharon non compromette la road map, il percorso ai negoziati di pace, la rafforza». Per il premier, è un netto distacco dai partner dell'Ue.

Dalle indiscrezioni della Casa Bianca l'unanimità tra Blair e Bush sul Medio Oriente è più apparente che reale: il premier non avrebbe voluto indebolire il presidente mostrando il suo dissenso. Ma anche questa è una indicazione che i due leader intendono restare uniti nel nuovo corso in Iraq e vogliono essere sorretti dall'Onu e gli alleati europei. Blair lo aveva già segnalato giovedì sera, dopo l'incontro con Kofi Annan all'Onu, alludendo esplicitamente a una nuova risoluzione. Lo stesso aveva fatto Bush tramite il consigliere della sicurezza Condoleezza Rice che aveva citato il modello afghano, creato da Brahimi medesimo tre anni fa, come modello perseguibile a Bagdad. E' la sconfessione del cosiddetto scenario Rumsfeld. Il ministro della Difesa Usa caldeggiava per il 30 giugno un bis dell'attuale consiglio governativo iracheno, sotto il comando del suo uomo in Iraq, Ahmed Chalabi. Adesso è possibile che Chalabi venga emarginato.

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Americani e inglesi chiedono all’Onu un anno
La bozza di risoluzione prevede un mandato rinnovabile per la forza multinazionale. Il Pentagono vuol tenere il comando
di Ennio Caretto su Corriere della Sera del 25/05/2004
Brahimi chiede agli Usa i mezzi per agire
Powell illustrò a Bush il rapporto della Croce Rossa sulle torture già in febbraio
di Ennio Caretto su Corriere della Sera del 19/05/2004
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2020
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0