Da Reuters del 02/03/2006
Originale su http://today.reuters.it/news/NewsArticle.aspx?type=topNews&storyID...

Berlusconi: guerra solo se c'è rischio attacco atomico

NEW YORK - La guerra è la soluzione estrema alla quale ricorrere solo in caso di pericolo imminente da parte di un Paese che disponga di armi di distruzione di massa.

Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ricevendo a New York il premio 'Intrepid freedom 2006', spiegando di non riferirsi all'Iran.

L'Europa, ha precisato il premier, deve comunque essere vicina agli Stati Uniti nella difesa della democrazia e non assumere una posizione di distacco come quella della Francia in occasione della vicenda irachena.

"La guerra è l'ultimo mezzo che deve essere usato quando un paese non democratico dovesse preparare armi di distruzione di massa, lì l'one shot è necessario", ha detto Berlusconi nel suo intervento di ringraziamento per la medaglia conferitagli dalla fondazione Intrepid freedom a conclusione della sua trasferta statunitense di due giorni.

A chi gli chiedeva se si riferisse all'Iran, Berlusconi ha risposto: "Non pensavo all'Iran...Io non credo che le preparerà [le armi di distruzione di massa]. Soltanto nel caso in cui ci fosse il pericolo di un attacco atomico dovremmo usare la guerra".

"Noi possiamo vincere la battaglia [per la democrazia] solo se riusciamo a far diventare tutto il mondo un'altra grande straordinaria America", ha aggiunto il premier davanti a circa un migliaio di ospiti presenti alla cena organizzata in suo onore sul museo galleggiante che ha ospitato la cerimonia sulla riva ovest di Manhattan.

Berlusconi, in smoking per l'occasione, è stato insignito della medaglia assegnata annualmente a personaggi che si distinguono per l'impegno nella difesa dei valori della libertà e della pace.

Definendo "estremante generosi" gli Stati Uniti nel portare nel mondo la bandiera della libertà, il premier ha invece bacchettato alcuni Paesi europei "ciechi e sordi", come la Francia.

"Cercherò di svolgere un'azione diplomatica intensa e forte nei confronti di alcuni colleghi ancora ciechi e sordi davanti a questa responsabilità", ha detto Berlusconi, precisando che al termine della guerra in Iraq la Francia "ha portato avanti una politica di distacco verso gli Stati Uniti come nel 1963 il generale De Gaulle che voleva creare un gruppo di paesi che trattassero con l'Unione sovietica al di là dei rapprti con gli Usa".

"Io ho lavoreato perché questo non accadesse e credo di asserci riuscito. Anche [il cancelliere tedesco Angela] Merkel ha cambiato la posizione tedesca. Oggi tutta l'Unione europea sa che non c'è prospettiva possibile che possa tenere distanti le due sponde dell'Atlantico", ha detto.

Infine una risposta a chi in Italia ha definito il suo viaggio negli Stati Uniti - nel quale ha incontrato Bush ed è intervenuto al Congresso - come uno 'spot elettorale': "Se questa cosa può fare emergere la bontà della nostra politica estera ben venga, anche in periodo elettorale. Era un appuntamento fissato da molto tempo, non so farmi una ragione [delle polemiche]...".

Sullo stesso argomento

 
Cos'è ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2018
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0