Da Adnkronos del 11/10/2006
Originale su http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Esteri&loid=1.0.562454294

Fouad Siniora: ''Vogliamo il cessate il fuoco permanente, Prodi grande amico''

Libano: Prodi ''Missione Unifil ha regole e limiti ben definiti''

Il premier a Beirut per portare il suo saluto ai soldati italiani della forza di pace: ''Andare avanti sulla scorta della risoluzione Onu''

Beirut - ''L'Unifil ha, per definizione, un mandato stabilito dall'Onu con la risoluzione 1701 che ha regole e limiti ben definiti''. Romano Prodi, a Beirut per incontrare le autorità libanesi e far visita ai nostri soldati impegnati nella missione Unifil, risponde così a una domanda sulla possibilità di estendere i poteri Unifil.

Al termine di un lungo colloquio con il primo ministro Fouad Siniora al palazzo Grand Serail, il presidente del Consiglio ha affermato che ''occorre andare avanti sulla scorta della risoluzione Onu. Penso che l'Onu stia facendo un buon lavoro. E il risultato di quello che abbiamo fatto è questa grande coalizione che credo potrà diventare ancora più forte''.

Quanto allo stralcio dalla Finanziaria dell'articolo sul finanziamento automatico delle nostre missioni all'estero ''è una questione che sarà risolta con la larga maggioranza'', ha assicurato il premier, secondo cui il ritiro dell'emendamento non ''creerà nessun problema'' alla prosecuzione di ''tutte le nostre missioni all'estero'': ''Noi stiamo affrontando questo problema: sarà risolto con una larga maggioranza e convergenza'', ha detto.

''Sono venuto qui per portare il nostro grande sostegno al governo Siniora e al popolo libanese'', ha affermato inoltre Romano Prodi nel corso della conferenza stampa al palazzo Grand Serail, dopo aver incontrato il primo ministro libanese. Il premier ha spiegato le ragioni del suo viaggio, assicurando il pieno sostegno dell'Italia all'attuale governo: ''Sono venuto qui per esprimere gratitudine a Siniora per la solidarietà, la fermezza e la visione di lungo periodo che ha avuto per la risoluzione della crisi di quest'estate'' tra Israele e Libano.

''Io credo - ha aggiunto Prodi - che si possa lavorare insieme non solo per la sicurezza e la garanzia politica di questo Paese ma anche per la riorganizzazione della società. I nostri Paesi sono amici, non solo perché hanno degli attivi rapporti commerciali ma anche perché abbiamo in comune gli stessi obiettivi di stabilità e di pace. L'Italia - ha detto il presidente del Consiglio italiano - cercherà di assicurare non solo il suo personale sforzo, ma anche quello della comunità europea e internazionale''.

Il premier ha inoltre sottolineato che ''la liberazione dei due soldati israeliani'' rapiti da Hezbollah ''certamente sarebbe di giovamento alla stabilizzazione dell'area''. ''Ho sollevato la questione - ha spiegato il Professore - perché in tutti gli incontri che ho avuto con Israele il problema è stato posto con grande importanza ed emozione e qualcosa deve esser fatto per la loro liberazione. Un aiuto alla soluzione del problema sarebbe certamente di giovamento alla stabilizzazione dell'area, ma più di questo non posso andare...'', ha concluso.

Parlando in conferenza stampa al termine dell'incontro con il suo omologo italiano, il premier libanese ha a sua volta affermato: ''Vogliamo un cessate il fuoco permanente. Lavoriamo con le Nazioni Unite per raggiungere questo scopo: per arrivare a una soluzione comprensiva che includa anche la questione delle Fattorie di Shebaa''. Siniora ha definito Prodi ''un grande amico del Libano, un difensore del Paese dei cedri, un amico che si è mostrato tale proprio nel momento del bisogno''. ''Io e Prodi siamo rimasti in contatto continuo durante l'aggressione israeliana e Roma ha impegnato ogni suo sforzo per fermare le ostilità'', ha aggiunto Siniora.

Il premier libanese ha ricordato poi il ruolo molto importante svolto dall'Italia durante la Conferenza di Roma dello scorso 26 luglio, e nella stesura della risoluzione Onu 1701. ''L'Italia si è anche impegnata a far revocare il blocco navale attorno al Libano e a impedire le continue violazioni territoriali israeliane sul nostro Paese'', ha affermato Siniora, definendo quindi il popolo libanese e quello italiano ''grandi amici'' e ricordando che l'Italia è il più importante partner economico del Libano. ''Tra i due Paesi ci sono molte prospettive di cooperazione per il futuro e oggi abbiamo parlato anche di come l'Italia potrà partecipare alla ricostruzione del Libano. Sul tavolo ci sono molte proposte al riguardo'', ha detto Siniora, che ha anche ribadito di aver ''assunto la responsabilità di trovare una soluzione per la liberazione degli ostaggi anche con il segretario generale dell'Onu''. Ma, ha aggiunto, occorre ''liberare anche i prigionieri libanesi dalle carceri israeliane''.

Il provvedimento sulla missione italiana in Libano sarà all'esame dell'aula di palazzo Madama a partire da domani e potrebbe essere votato già nella mattinata di martedì, ha intanto riferito Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell'Ulivo, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato. Nella giornata di domani, inoltre, si discuterà la mozione della Lega sul Papa, dopo gli attacchi subiti da Benedetto XVI in seguito alla sua lezione di Ratisbona. In conferenza di capigruppo si è anche trovato l'accordo per l'approvazione dell'istituzione della commissione sull'uranio impoverito, dopo che un'analoga intesa era stata individuata per la commissione Antimafia e sul riciclo dei rifiuti.

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