Da L'Unità del 26/09/2006
Originale su http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=59885

Afghanistan: attentato contro gli italiani, ucciso un soldato

Si chiama Giorgio Langella il soldato italiano morto a Kabul, in Afghanistan in un attentato contro un convoglio della Nato compiuto con un ordigno azionato a distanza. Altre sette persone, tra cui cinque civili, sono rimasti feriti. L'ordigno era stato collocato sotto un ponte, ed è stato fatto esplodere al passaggio del convoglio, ha riferito Ali Shah Paktiawal, il direttore della polizia criminale di Kabul. Il caporal maggiore Langella, nato nel 1975 a Imperia, apparteneva alla 21esima compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo ed operava in Afghanistan inquadrato nel Battle Group 3.

Due dei militari rimasti coinvolti sono feriti gravemente - il maresciallo Francesco Cirmi, bolognese, e il caporal maggiore Vincenzo Cardella, di Caserta - mentre altri tre hanno riportato solo ferite lievi. Tra di loro c'è anche un soldato donna: si tratta del caporale Pamela Rendina, del II reggimento Alpini di Saluzzo, che ha riportato lievi ferite così come il caporalmaggiore scelto Salvatore Coppola e il caporale Stefano Belfiore. «I soldati viaggiavano in un convoglio a circa 10 chilometri a sud della capitale afghana quando è esploso un ordigno improvvisato probabilmente azionato da un comando a distanza», ha detto un portavoce del ministero della Difesa. L'incidente è avvenuto alle 5.30 circa ora italiana «durante una normale attività di pattugliamento» nel distretto di Chahar Asyab. L'ordigno è esploso al passaggio di tre veicoli blindati leggeri «Puma», colpendo solo l'ultimo dei mezzi su cui viaggiavano sei militari italiani.

Nell'attentato di questa mattina a sud di Kabul, costato la vita ad un soldato italiano dell'Isaf, è deceduto anche un bambino, che si trovava a bordo di un auto che seguiva il convoglio dei militari Nato. I talebani hanno rivendicato l'agguato. È stato un uomo di nome Mohammad Hanif, presunto portavoce dei talebani, a rivendicare l'attentato di oggi a Kabul contro il convoglio militare italiano con una telefonata all'Agenzia France Presse. E una telefonata analoga è arrivata all'emittente araba Al Jazira.

Il comando Isaf ha confermato: «Un ordigno esplosivo artigianale azionato contro un convoglio dell'Isaf ha ucciso un bambino e un soldato alle 8 di questa mattina ora locale, 10 chilometri a sud di Kabul». Sono rimasti feriti altri cinque militari del convoglio. Altre fonti della polizia di Kabul riferiscono di 5 feriti tra i civili.

È di meno di una settimana fa l'ultima vittima italiana in Afghanistan prima dell'attentato di oggi: il caporalmaggiore Giuseppe Orlando perse la vita in un incidente stradale la sera del 20 settembre scorso, mentre altri due alpini rimasero feriti in modo non grave. L'incidente si verificò intorno alle 23 di sera, anche in questo caso durante una normale attività di pattuglia condotta nel distretto di Chahar Asyab, a circa 13 chilometri a sud di Kabul.

Ma la provincia di Chahar Asyab non è l´unica a essere così pericolosa. Sono 18 le persone rimaste uccise da un attentatore suicida che si è fatto esplodere sempre oggi a Lashkar Gah, capitale della provincia meridionale afghana di Helmand. L'attentatore, che indossava una cintura esplosiva e quando la polizia lo ha fermato per perquisirlo si è fatto saltare in aria davanti alla residenza del governatore, uccidendo tre poliziotti e 15 civili. Altre 18 persone, fra cui donne e bambini, sono rimasti feriti, ha detto il capo provinciale della polizia Nabi Mullahkil.

Martedì il presidente afgano Hamid Karzai ha invitato il Pakistan a chiudere le scuole di estremismo ospitate nelle madrasse, le scuole coraniche indicate come culle dell´estremismo islamico e ad arrestare le persone che vi si addestrano. «Il terrorismo non finirà fino a quando non rimuoveremo le fonti dell'odio nelle madrasse e i campi di addestramento» ha detto Karzai in un discorso al Woodrow Wilson International Center. Karzai incontrerà oggi il presidente George W. Bush. Poi, in una cena domani sera, Bush incontrerà Karzai e Musharraf. La scorsa settimana Musharraf ha detto che le scuole estremiste sono soltanto il 5 per cento di tutte le scuole pachistane e ha riconosciuto che «ci stiamo muovendo lentamente» contro queste.

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