Da asianews.it del 12/04/2006
Originale su http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=5893

Birmania: sanguinosa repressione dell'esercito attorno alla nuova capitale

Vittime delle violenze le minoranze etniche, in modo particolare di etnia karen. I militari hanno ucciso, distrutto raccolti, stuprato e commesso altre gravi violenze per costringerli a lasciare le loro case.
Bangkok - Il regime militare ha dato vita a una sanguinosa offensiva militare contro le minoranze etniche per avere il pieno controllo dell’area intorno alla nuova capitale. Lo rendono noto ribelli e gruppi antigovernativi del Myanmar.

Il colonnello Nerdah Mya, portavoce del gruppo Unità nazionale karen (Knu), dichiara che i militari hanno ucciso più di 100 persone di etnia karen. Hanno inoltre costretto altre migliaia di persone ad abbandonare le loro case, e hanno bruciato villaggi e raccolti. “La giunta militare – dichiara - ha dislocato migliaia di militari da Rangoon (l’attuale Yangon) alla nuova capitale Pyinmana. Uccidono, stuprano, depredano, bruciano. La gente così è costretta ad andarsene. Se sei di etnia karen i soldati ti attaccano, vogliono costringere i karen a lasciare la Birmania”.

Il Knu è il più importante gruppo armato ancora in lotta con Yangon. Il colonnello Mya rende noto che i karen hanno più di 10 mila uomini preparati per la resistenza. La giunta militare ha invece concordato una tregua con altri 17 gruppi armati di minoranze etniche.

“L’esercito birmano per garantire la sicurezza dell’area costringe le persone a lasciare i loro villaggi con la forza. I militari sparano alle persone”, denuncia un portavoce del Backpack Health Workers, un gruppo volontario che offre servizi medici nell’area karen. “Nello regione karen, nell’ovest del Paese, distretto di Toungoo, i militari hanno aperto il fuoco sugli abitanti”, aggiunge il Free Burma rangers, un gruppo di volontari che sostiene la causa dei karen. “Li hanno catturati, uccisi e decapitati. Ora oltre 2000 si nascondono e 1000 hanno già attraversato il confine con la Thailandia”. Il gruppo ha inoltre pubblicato un articolo di denuncia su internet con alcune fotografie.

Hyaw Hsan, generale brigadiere e Ministro dell’informazione, domenica ha confermato che ci sono stati scontri con le minoranze etniche ma a causa dei “sabotatori” karen che commettono “atrocità”. “Ma - dichiara – noi lasciamo aperta una porta per la pace”.

Sally Thompson, vice responsabile del gruppo Thailand Burma Border Consortium, rende noto che sono circa 1300 i karen arrivati nei campi profughi thailandesi da quando è cominciato l’attacco dei militari in concomitanza con la stagione secca. I profughi, continua, dicono che i militari bruciano i loro villaggi, distruggono i raccolti e tentano di costringerli al lavoro forzato.

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