Da Agenzia Fides del 11/04/2006
Originale su http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=9227&lan=ita

Pakistan: oltre 60mila profughi rientrati nei propri villaggi dopo il terremoto

Islamabad - A sei mesi dal terremoto che l’8 ottobre 2005 ha colpito il Pakistan, procedono le operazioni di rientro dei profughi, assistiti finora dalle organizzazioni umanitarie come la Caritas e l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Acnur). Attualmente, secondo i dati di un primo bilancio, trenta campi di assistenza sono stati chiusi e oltre 64mila superstiti hanno fatto ritorno ai loro villaggi. Sono invece ancora 86.750 le persone alloggiate in oltre 120 campi costituiti da 50 o più tende.

Da quando, il 10 marzo scorso, le autorità pakistane hanno annunciato l'inizio della chiusura dei campi, nella provincia pakistana della Frontiera nord-occidentale (North West Frontier Province), 25 campi sono stati chiusi e 53.379 persone sono rientrate nelle proprie aree d'origine, mentre nella parte di Kashmir amministrata dal Pakistan sono stati chiusi cinque campi e dalla seconda metà di marzo 10.889 persone sono rientrate ai loro villaggi.

L'Acnur continua a sottolineare la necessità che i ritorni avvengano su base volontaria e che le persone vengano adeguatamente informate. L'Agenzia ha pertanto lanciato una campagna d'informazione nei campi per far conoscere agli sfollati il programma di assistenza del governo pakistano nelle aree colpite dal sisma. Alcune persone più vulnerabili non saranno in grado di fare immediatamente ritorno ai loro villaggi. Si tratta di disabili, orfani, vedove, persone che hanno perduto i loro terreni o sono originarie della città di Balakot, che si trova su una delle faglie principali e dovrà essere ricostruita in un altro luogo. È fondamentale che queste persone continuino a ricevere assistenza fino al momento in cui non saranno state trovate soluzioni di lungo termine alla loro situazione. L'Acnur accoglie con soddisfazione la decisione delle autorità pakistane di destinare tre campi alle persone più vulnerabili. Questi campi (Siran Sialkot nella valle di Siran, Ghari Habibullah a Balakot e Meira a Besham) saranno gestiti dal Coordinatore regionale per l'assistenza, che si avvale della collaborazione di altre organizzazioni non governative.

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