E li guardò negli occhi. Storia di padre Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia

Edito da San Paolo Edizioni, 2005
128 pagine, € 9,00
ISBN 8831528386

di Francesco Anfossi

Quarta di copertina

Il 15 settembre 1993, padre Pino Puglisi fu ucciso dalla mafia: era il giorno del suo 56esimo compleanno.
L’intento del libro, che si snoda come un’inchiesta giornalistica, non è quello di fare valutazioni o pronunciare giudizi, nemmeno sulle evidenti collusioni della mafia con quella “zona grigia” che rende possibile la sua sopravvivenza e neppure quella di presentare un prete “da altare”, un santino da custodire nel portafoglio. Dalla penna agile e immediata di F. Anfossi, giornalista di Famiglia Cristiana, padre Puglisi emerge come un uomo tutto d’un pezzo, coerente, umile, appassionato, un uomo schierato “senza veli di ambiguità e complici silenzi dalla parte di deboli ed emarginati”.
Una pagina significativa di questo libro è l’intervista di Anfossi all’assassino, il quale ricorda il sorriso e lo sguardo di padre Puglisi pochi attimi prima di morire.
La biografia è introdotta dalla testimonianza di Luca Zingaretti, che ha interpretato Puglisi nel film "Alla luce del sole" di Roberto Faenza. La post-fazione è firmata da mons. Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra.

I diritti d’autore di questo libro verranno devoluti alla Caritas Italiana per la realizzazione di progetti per la salvezza e la tutela dell’infanzia.
Recensione

Un libro agile, di facile lettura ma che riesce con forza a far appassionare alla storia di questo piccolo prete siciliano ucciso dalla mafia. Per ammissione dello stesso autore queste pagine hanno il limite, che per alcuni può essere un pregio, di avere un taglio decisamente giornalistico.

La storia viene narrata in modo abbastanza lineare dalla scelta di entrare in seminario, al primo incarico come parroco a Godrano nel corleonese, all’attività religiosa a Brancaccio dove poi viene ucciso.

Rispetto ad altri libri pubblicati sulla figura di quest’uomo spicca la dimensione dell’umiltà: le sue azioni non sono mai arroganti. Benché ne detenga i titoli, non si pone come un intellettuale che vuole imporre la soluzione più giusta. Il suo agire è dimesso, silenzioso, quasi invisibile. È lo scontro tra due culture: quella mafiosa e quella dell’amore evangelico. Quest’ultimo per agire non ha bisogno di grandi proclami ma di qualcuno che si faccia carico di viverlo giorno per giorno. È di questo amore per la gente del quartiere palermitano che sono intrise le opere di Padre Puglisi ed è a causa di questo amore che cambia le menti e i cuori che è stato ucciso.

Filippo Di Blasi

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