La dottrina dell'1 per cento. La guerra al terrore e la pericolosa strategia dell'amministrazione Bush

Edito da Mondadori, 2006
376 pagine, € 15,00
ISBN 8804561270

di Ron Suskind

Quarta di copertina

Qual è il principio che ha guidato la nazione più potente del pianeta nella caccia ai propri nemici sia all'estero che sul suo territorio? È la "dottrina dell'uno per cento", una dottrina fondata esclusivamente sul sospetto, che, una volta formulata dal vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, è divenuta il principio ispiratore del governo americano dalla guerra in Afghanistan fino a quella in Iraq. Si tratta di un'idea molto semplice, ma dalle conseguenze terrificanti: se esiste anche solo l'uno per cento di possibilità che qualcosa o qualcuno rappresenti una minaccia alla sicurezza della nazione quella remota possibilità verrà considerata una certezza.

La storia della Dottrina dell'1% inizia il 12 settembre 2001, il giorno in cui gli Stati Uniti sono chiamati a dare una risposta alla immane tragedia che si è abbattuta su di loro.

La natura di quella risposta darà forma, negli anni successivi, al carattere della nazione. Come infatti racconta Ron Suskind, uno dei più autorevoli giornalisti americani e già vincitore del premio Pulitzer, si delineano subito due tipi diversi di protagonisti della "guerra al terrore". I notabili: il presidente G.W. Bush, il segretario di stato Condoleezza Rice, il capo della CIA George Tenet e tutti gli altri più importanti membri del governo, che definiscono le strategie di questa guerra e cercano di rendere conto a una nazione in preda all'ansia. E gli invisibili: i piccoli e grandi funzionari che non conoscono le luci della ribalta, ma che quotidianamente si trovano ad acquisire informazioni e a improvvisare piani per sconfiggere un nemico del tutto nuovo. Il comportamento di questi due gruppi di uomini, e lo scontro intestino che si consuma tra loro giorno dopo giorno, sono gli elementi fondamentali per arrivare a capire come è stata condotta questa guerra, che cosa ha funzionato e che cosa no, e quali scelte, dettate spesso da arroganza o impreparazione, hanno fatto sì che per tanti aspetti sia stata un fallimento.

Chi sta davvero guidando la politica estera degli Stati Uniti? È vero che esistono una o più cellule terroristiche, munite di armi di distruzione di massa, pronte ad attivarsi all'interno del territorio americano? Riuscirà l'America un giorno a sconfiggere questo nemico paziente, ingegnoso e così ben organizzato sul piano tattico? Grazie all'accesso a fonti riservate e alle testimonianze di influenti membri del governo, Ron Suskind, in un libro ricco di scioccanti rivelazioni e fedele alla tradizione del miglior giornalismo investigativo, può finalmente rispondere a tutte le domande che in questi ultimi anni hanno tenuto il mondo intero con il fiato sospeso.

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