La nostra patria Europa. Il pensiero europeistico di Alcide De Gasperi

Edito da Mondadori, 1969
143 pagine, € 1,03

di Maria Romana Catti De Gasperi

Quarta di copertina

La posizione attuale e le prospettive future dell'Europa sono ormai divenute tema centrale e permanente del dibattito politico, al quale si partecipa largamente da più parti con proposte e piani, con entusiasmo e scetticismo. Appare quindi quanto mai opportuno questo libro di Maria Romana Catti De Gasperi che illustra l'opera dello statista trentino in favore dell'unità europea, dal 1945, quando fu eletto per la prima volta presidente del Consiglio, fino alla sua morte, nel 1954.

Gli scritti e i discorsi di De Gasperi che sono qui riportati, e che costituiscono il tessuto del libro, hanno avuto origine e destinazione diversa, ma sopravvivono tutti alla contingenza politica che li provocò e possono ancora oggi, e forse soprattutto oggi, essere considerati come un contributo essenziale alla costruzione dell'Europa unita.

L'assenza di provincialismo o di angusto nazionalismo - qualità costanti dell'azione degasperiana, volta a inserire ogni problema, anche il più limitato, nella dimensione internazionale - era alimentata da un retaggio spirituale che faceva di De Gasperi un europeista per eccellenza. Insieme con Schuman e Adenauer egli si sentiva impegnato a tradurre il concetto di Europa e il sentimento europeo da fattori esclusivamente culturali e morali in prassi politica ed economica.

Nelle varie sedi in cui si trovò a operare - dalle «Grandes Conférences Catholiques» alla Conferenza del Movimento Europeo, dall'Assemblea del Consiglio d'Europa all'Assemblea della CECA, fino ai dibattiti parlamentari - De Gasperi non si limitò a lanciare appelli per l'unificazione europea, ma secondo il suo stile sobrio e concreto colse in ogni occasione politica lo spunto per un'iniziativa che contribuisse alla creazione di quella che egli chiamò «la nostra patria Europa».

Queste pagine non costituiscono quindi soltanto un testamento e un messaggio per le nuove generazioni, ma posseggono l'attualità di un programma che, pur nella mutata situazione storica, tiene conto delle varie forze in gioco e della loro articolazione nello scacchiere sul quale l'Europa gioca forse la sua decisiva partita storica.

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