Da L'Espresso del 06/11/2006
Originale su http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Piano%20Amato%20al%20via...

Ieri i controlli dei carabinieri nell'area nord, oggi il presidio della polizia nella zona della faida

Piano Amato al via da Secondigliano

A Scampia un murales per ricordare le vittime innocenti dei clan

di Dario Del Porto

Fiori, farfalle, volti incatenati. Colori forti e caldi con predominanza dell'azzurro. Antonio e gli altri ricordati con un murales. Ventisette metri in memoria delle vittime innocenti della camorra. A due anni esatti dall'omicidio di Antonio Landieri, per tutti "'o T", il ragazzo assassinato per errore durante la faida di Scampia, un gruppo di amici ha deciso di dedicargli questa iniziativa. Rosario Gaviota, cugino di Landieri, racconta: «Questo vuol essere un gesto per ricordare Antonio e tutti gli innocenti che si sono ritrovati ad essere vittime della criminalità». Ieri sera proprio nella periferia settentrionale i carabinieri del comando provinciale hanno pattugliato le strade eseguendo decine di controlli. Oggi la polizia darà il via a un'operazione di lunga durata che prevede il presidio delle "piazze di droga" tra Scampia e Secondigliano.

Il murales è stato realizzato in via Hugo Pratt, nel cuore del quartiere Scampia, ed è composto da sei immagini diverse curate da artisti della periferia settentrionale di Napoli: Diablo, Amo, Nitro, Funny Crak, Zago. Il colore predominante è l'azzurro perché, spiegano gli autori, «i bambini che vengono a giocare da queste parti non debbano trovarsi di fronte solo il grigio della vita». Aggiunge Gaviota: «Vogliamo che Antonio non venga dimenticato. È stata una vittima innocente anche se per troppo tempo è stato invece accomunato a tanti morti di camorra». Il giovane fu ucciso la sera di sabato 6 novembre 2004. Erano i giorni più violenti della faida di Scampia, quando lo scontro fra clan Di Lauro e scissionisti seminava morte e terrore in tutta l'area Nord di Napoli. I killer entrarono in azione con l'obiettivo di uccidere il capo di una delle piazze di spaccio della zona.

Il commando sparò all'impazzata senza curarsi di un gruppo di ragazzi che stava giocando a bigliardino. Scapparono tutti ma Antonio, disabile dalla nascita, non riuscì a mettersi al riparo. Gli altri, come Landieri estranei al circuito criminale, rimasero feriti in modo lieve, lui fu ammazzato. Il bersaglio dell'agguato invece non fu neanche sfiorato dai colpi. Altri, dopo Antonio, sarebbero stati assassinati per sbaglio o solo perché individuati come vittime trasversali dai sicari delle due bande in lotta. «Per ricordare Antonio - sottolinea il cugino - abbiamo costituito un'associazione, la "Vo.di.sca", acronimo di Voci di Scampia. Abbiamo un blog, abbiamo organizzato un premio di poesia e presto avremo un torneo di calcio. Vogliamo far sentire la nostra voce e dimostrare che ci siamo anche noi, i ragazzi perbene che continuano a vivere e crescere a Scampia». La parte sana del quartiere sconvolto dalla faida sta dando vita a numerose iniziative che puntano a mobilitare la coscienza civile e a creare luoghi di aggregazione per i cittadini. È il caso del Gridas, il Gruppo risveglio dal sonno, che questa sera alle 18, presso la "Casa delle culture Nuvola rossa" presenterà il libro di Antonio Rabinad "La suora anarchica", edito da Spartaco. Oltre all'autore, scrittore spagnolo di 79 anni, interverrà al dibattito anche Felice Trenca. Saranno proiettati spezzoni del film "Libertarias", tratto dal romanzo.

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