Da Vita No Profit del 10/11/2005

Uganda: i bambini soldato si mettono in mostra

Dal 14 novembre al 1 dicembre a Milano, Avsi espone i disegni dei bambini colpiti dalla guerra del nord Uganda

di Joshua Massarenti

“Quando i ribelli arrivarono, io uscii dalla nostra casa tremando e con il cuore in gola. I bambini che erano troppo deboli per camminare erano semplicemente tagliati a pezzetti con delle asce e lasciati a morire sulla strada. Questo mi spaventò tanto.” Estella ha 15 anni. La sua è una delle tante terrificanti testimonianze che ci giungono dal Nord Uganda. Assieme a lei, si contano a migliaia i bambini rapiti dall'Esercito di resistenza del Signore, un movimento ribelle capeggiato da un folle visionario di nome Joseph Kony, che dalla fine degli anni '80 terrorizza a colpi di strage, razzie e rapimenti le popolazioni civili nordugandesi. La guerra che oppone i ribelli del Lra al regime di Yoweri Museveni ha causato oltre 20.000 vittime tra i civili, altrettanti bambini rapiti e costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare villaggi e terre coltivabili per cercare rifugio nei centri abitati o in campi-sfollati dove manca anche l'indispensabile per sopravvivere.

Purtroppo, come spesso accade, la tragedia dei bambini soldato nordugandesi è totalmente oscurata dai mass media. Per rompere questo silenzio, l'Associazione Volontari per il Servizio Internazionale (Avsi), ong italiana presente nel paese da oltre 20 anni con progetti in sostegno alla popolazione colpita dalla guerra, mette in mostra i disegni realizzati dagli ex bambini-soldato del Nord Uganda durante i corsi di recupero psicosociale coordinati da AVSI,

La mostra si svolge a Milano all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 14 novembre al 1 dicembre, ed è promossa e patrocinata da Pubblicità Progresso in collaborazione con AVSI e realizzata gratuitamente da Moruzzi's Groupe Editore.

Sono oltre 300.000 i bambini-soldato nel mondo, arruolati in eserciti e obbligati a imbracciare le armi a volte anche più alte di loro. La maggior parte ha 10-14 anni, molti anche di meno. I più fortunati, quelli che riescono a fuggire dai ribelli, vengono inseriti in programmi speciali che li aiutano a ritornare a una vita normale.

Uno dei primi lavori per far uscire il loro dramma, ma così pure il desiderio e le speranze di pace, è il disegno. Con questa tecnica l'educatore può vedere la vita dei bambini attraverso i loro occhi, insieme all'indescrivibile tragedia delle loro esperienze in un mondo che non ha saputo proteggerli. Ma oltre al dramma, i disegni degli ex bambini-soldato mostrano anche il loro coraggio, il loro ottimismo, la loro forza d'animo.

La mostra si divide in tre sezioni: disegni del passato, disegni del presente, disegni del futuro.

Il passato rappresenta le atrocità subite dai bambini e narra la fatica di una vita vissuta in mezzo alla guerra, gli attacchi alle loro case e villaggi, il rapimento, l'obbligo di combattere, l'uccisione dei familiari, le mutilazioni, la paura di essere uccisi. L'orrore di aver visto la guerra.

Il presente mostra la loro vita attuale, come sfollati di guerra dopo la fuga dai guerriglieri. Evidenti sono le rappresentazioni della distribuzione degli aiuti umanitari nei campi-sfollati, l'accoglienza nei centri educativi, i momenti di svago, la vita quotidiana nei villaggi. La salvezza dopo la fuga.

Il futuro rappresenta i loro sogni che si focalizzano su desideri e aspirazioni semplici come la scuola, il divertimento, il lavoro, la casa e la famiglia. Immagini serene di pace, amore e speranze.

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