Da Corriere della Sera del 24/11/2005
Originale su http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/11_Novembre/24/prodin...

Energia e politica la scelte del Professore

Prodi: «No al nucleare, sì ai pannelli solari»

Il leader dell'Unione presenta l'agenda energetica. «Niente atomo per almeno vent'anni»

di Francesco Alberti

ROMA — «Io non ho avuto il tempo, altrimenti avrei messo i pannelli solari anche sul tetto della Fabbrica del Programma, un brutto capannone fuori Bologna...». Romano Prodi, al convegno di Legambiente a Roma, ha indicato alcuni dei punti attorno ai quali ruoterà la politica energetica dell'Unione in caso di vittoria elettorale. Dopo aver ribadito che al primo posto ci saranno «tutte le misure necessarie per assicurare la ripresa economica del Paese», il leader del centrosinistra ha aggiunto che sul versante energetico «non c'è una misura che risolve tutti i problemi, ma ci sono tante misure». Tra queste, ha indicato l'eolico («Su grandi campi però»), il solare («Con l'obiettivo di raggiungere almeno i livelli tedeschi»), il ripensamento delle politiche dei trasporti, ma soprattutto l'industria del risparmio. Prodi ha quindi chiuso al nucleare, «almeno per i prossimi vent'anni, fino a che non ci saranno garanzie sulla sicurezza», dicendosi invece favorevole «ai gassificatori, che sono una cosa seria».


SERVE UNA SVOLTA ENERGETICA - Il leader dell'Unione si è detto convinto che mai come oggi l'Italia «abbia bisogno di una vera svolta energetica: siamo arretratissimi nel campo del risparmio energetico e in quello delle energie rinnovabili, che devono diventare una priorità». E si è detto deciso ad agire: «Il Paese va cambiato e io non ho nulla da perdere». Parole accolte con entusiasmo dal leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio: «Gli impegni di Prodi sono uno schiaffo ai nostalgici del nucleare e del carbone: l'Unione andrà ad energia solare». Di opposto tenore i commenti dal centrodestra, che, con il viceministro Adolfo Urso di An, ha ironizzato sul no di Prodi al nucleare: «Tra vent'anni? Perché non ne riparliamo tra cento? Il centrosinistra, nell'impossibilità di comporre i propri dissidi, rinvia ogni decisione».


I PANNELLI SOLARI - Prodi ha insistito sulla necessità di aumentare l'uso dei pannelli solari: «Sul solare nessuno propone obiettivi impossibili, ma almeno dobbiamo arrivare al livello della Germania» ha detto, replicando all'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, secondo il quale, se in Italia il solare non decolla, è anche perché «Germania e Giappone non hanno città medievali da proteggere». Una tesi che non ha convinto Prodi: «Ci sono le parti nuove delle città, le parti industriali. La realtà è che c'è ancora troppa poca ricerca». Il Professore ha quindi così motivato il suo no al nucleare, «almeno per i prossimi 20 anni». Ha detto: «Non si può dimenticare Chernobyl per capire quanta prudenza bisogna avere. Sono sempre stato chiarissimo: feci la battaglia per il nucleare in Italia e non mi vergogno a dirlo. Allora fu un errore uscire. Quando ero presidente dell'Ue, ogni anno radunavo gli scienziati e chiedevo se c'erano novità sulla sicurezza e sui rifiuti. La risposta era no, ci vogliono 20-25 anni». Prodi ha quindi indicato nel protocollo di Kyoto e nella lotta alle emissioni inquinanti un altro punto importante: «Io sono stato un militante di Kyoto perché, se non mettiamo un limite, siamo finiti». Prodi si è anche detto favorevole ai rigassificatori, «una cosa seria». Aggiungendo: «L'ho già detto a Bari e qualcuno ha calcolato che così si perdono 20 mila voti... Vuol dire che si riguadagneranno dopo». In linea con Prodi anche Legambiente, il cui presidente Roberto Della Sera ha affermato: «Impianti già nei prossimi 5 anni».

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