Da Il Messaggero del 23/11/2005

Roma, la biblioteca in più

Santa Cecilia: parole e musica nella "Bibliomediateca"

di Alfredo Gasponi

ROMA non ci sta. I tagli alla musica incombono ma la risposta della Capitale è forte e chiara: qui si fa cultura sul serio, nonostante le difficoltà. Ieri ha aperto le porte una “casa della musica” da fare invidia alle altre metropoli: la Bibliomediateca dell’Accademia di Santa Cecilia. La più antica e prestigiosa istituzione musicale italiana mette il suo immenso patrimonio artistico basta pensare ai 120.000 volumi tra cui 7.000 manoscritti e 1.500 libretti a disposizione del mondo. Perché anche da New York, Melbourne o Tokyo si potrà entrare via internet nel cuore della nostra vita musicale. Bibliomediateca. Ovvero, una biblioteca cartacea che cnvive con un archivio multimediale. Un nuovo strumento con cui Santa Cecilia racconta la sua storia lunga quattro secoli e insieme apre una finestra sul mondo dei suoni. Situata nei locali dell’Accademia all’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, offre già alla consultazione volumi e manoscritti, documenti e fotografie della biblioteca, dell’archivio storico e di quello fotografico. Sono disponibili postazioni multimediali per le ricerche on line. E sarà possibile collegarsi anche da casa, via web: dal 5 dicembre, previa registrazione gratuita, per controllare cataloghi, archivi e cronologie dei concerti; da aprile 2006 per vedere in versione digitale il prezioso patrimonio della biblioteca.

Vi è piaciuto l’Idomeneo di Mozart che ha inaugurato l’anno scorso la stagione di Santa Cecilia e vorreste riascoltarlo? Con un click, ora si può. State per andare a sentire la Sagra della primavera di Stravinsky e vorreste confrontarla con le ultime esecuzioni ceciliane? Siete appassionati dall’alone di mistero che ancora circonda la morte di Mozart e v’interessa conoscere le ultime ipotesi sul tema? Siete stati alla “notte della taranta” e volete saperne di più sulla “pizzica” salentina? Basta un click sul computer nella Bibliomediateca.

Ma da Santa Cecilia ci si potrà anche connettere con altre istituzioni di tutto il mondo per interrogarne gli archivi e, tra l’altro, leggere all’istante i principali periodici musicali di ieri e di oggi. Lo studioso, lo studente e l’appassionato avranno una miniera sempre più ricca di esecuzioni e informazioni (i cataloghi vengono continuamente ampliati e aggiornati: per ora sono disponibili le registrazioni dei concerti dal 1985). Qualche cifra. Documenti dal 1650 a oggi che, messi in fila, raggiungerebbero un chilometro. Circa 12.000 ore audio di cui 2.000 dell’Archivio di etnomusicologia, il più grande d’Italia. Tra foto, dipinti e stampe, 20.000 pezzi. Postazioni di lettura, 80, di cui 27 multimediali con cuffia per gli ascolti. Da una postazione si potrà accedere alle registrazioni delle Teche Rai. I sistemi informatici sono forniti da Enel, socio fondatore dell’Accademia; quelli per l’archiviazione digitale da Ibm Italia. L’orario di apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 17. Tutte le informazioni su www.santacecilia.it.

«Con questa iniziativa Roma diventa il Beaubourg italiano della musica», ha detto durante la cerimonia di apertura il sindaco Walter Veltroni, alludendo al centro culturale parigino. La Bibliomediateca ospiterà in futuro l’archivio degli spettacoli di Musica per Roma che gestisce l’Auditorium: l’ha detto l’amministratore delegato di quest’ultimo, Carlo Fuortes. E il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, ha colto l’occasione per annunciare che l’ente locale diventerà socio fondatore di Santa Cecilia contribuendo con mezzo milione di euro. «Santa Cecilia tra il suo passato glorioso e il futuro della comunicazione, dunque dice il presidente, Bruno Cagli . La Bibliomediateca rappresenta il ricongiungimento di alcuni fondi dell’Accademia che erano smembrati e significa la possibilità di accesso con forme tecnologiche impossibili in altre biblioteche musicali italiane. Sarà un polo di attrazione di materiale per la consultazione e il collegamento bibliografico. Un vero centro di studio che porta la cultura in tutte le case». Tutto ciò mentre i tagli allo spettacolo mettono in pericolo la musica italiana. Ed è per protesta contro i tagli e polemicamente come de profundis per la morte certa di tutte le istituzioni di produzione musicale che dopodomani, in occasione dello sciopero generale, in simultanea nei nostri teatri lirici verrà eseguito il Requiem di Verdi: a Roma, lo proporranno i cori e le orchestre della Scala e di Santa Cecilia, eccezionalmente insieme sotto la guida di Antonio Pappano, e i complessi del Teatro dell’Opera diretti da Gianluigi Gelmetti.

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