Da La Stampa del 06/12/2004
Originale su http://www.lastampa.it/_web/_INTERNET/meglio_del_web/internet/archivio...

La guerra dei navigatori. La non-profit Mozilla comincia a far tremare l’impero di Microsoft

Firefox riapre la partita di Internet

Segnali di debolezza per Explorer che perde quote di mercato

di Anna Masera

Dopo dieci anni, riecco la guerra dei browser. Per la prima volta dalla sua esistenza, l’Internet Explorer di Microsoft perde quota (di mercato): secondo una ricerca di Xiti, la società francese specializzata in informatica (www.xitimonitor.com/etudes/equipement1.asp), pubblicata da Le Monde, ha perso circa il 2 per cento negli ultimi tre mesi. A dire il vero il dominio del software Microsoft continua imperterrito di fronte alla concorrenza delle diverse versioni di Mozilla, Netscape, Opera e Safari: la quota dell’Explorer è sempre tra il 90 e il 95 per cento del mercato. Ma il suo monopolio si è eroso in questi ultimi mesi per il lancio di un nuovo browser, Firefox, sviluppato proprio dalla Fondazione Mozilla, l’organizzazione no-profit fondata dagli ex-ingegneri dello storico Netscape: quello della prima guerra dei browser di dieci anni fa.

Nel «lontano» 1994 Netscape era incontrastato: ma fu presto annientato dall’azienda di Bill Gates che integrò il suo Internet Explorer con il sistema operativo Windows venduto in ogni computer. Così, nel 1998 gli ingegneri che avevano fondato il primo browser del Web si sono dati uno scopo: abbattere Internet Explorer riempiendo di fiori i loro cannoni, cioè fondando la no-profit Mozilla.org e aprendo il codice sorgente di Netscape. Firefox infatti altro non è se non una nuova versione di Mozilla, e la forza di questo browser è di essere «open source», cioè di appartenere all’universo dell’informatica cosiddetta «libera» o meglio aperta, trasparente: il suo codice sorgente - la sua «ricetta» - può essere consultato e modificato dai suoi utenti. Non solo: si scarica gratis da Internet. Ma la ricerca non si fa gratis: gli ingegneri di Mozilla.org devono la loro fortuna al nuovo proprietario Aol Time Warner che nel 2003 donò loro 2 milioni di dollari per la ricerca.

E’ un fatto che dopo avere vinto in modo molto controverso la prima guerra dei browser, la Microsoft aveva smesso di migliorare il suo prodotto e ci sono voluti dieci anni prima che dovesse essere costretta a raccogliere una nuova sfida. Per abbattere la concorrenza di Netscape alla metà degli anni Novanta ha usato tutte le armi disponibili, tanto da doversi sottoporre a un chiacchierato e doloroso procedimento giudiziario e da essere costretta a patteggiare, pur di diventare monopolista dei browser. Il suo Internet Explorer è diventato lo standard, gli utenti del Mac si sono trovati discriminati dall’inadeguatezza della versione Mac dell’Explorer, pensato innanzitutto per funzionare bene solo con il sistema operativo Windows, e molti siti sono stati costruiti in modo da funzionare solo con Explorer.

Ma smettendo di aggiornare il suo prodotto con la dedizione dei tempi in cui c’era concorrenza, Microsoft si è ritrovata a combattere da sola la guerra ai virus, che ormai da anni bombardano Explorer, mentre spyware e altra spazzatura sono diventate merce comune per coloro che navigano in Rete usando il browser firmato da Bill Gates. Basta andare su un sito sbagliato e il computer si riempie di immondizia digitale.

Firefox ha il vantaggio di essere molto stabile e sicuro, a prova di virus e di spam. Per questo diverse organizzazioni indipendenti lo raccomandano al posto di Internet Explorer. Secondo gli esperti di sicurezza informatica, l’Explorer è intrinsicamente legato all’architettura di Windows: prendendo il controllo del navigatore di Microsoft, permette di controllare il computer nel suo insieme. Questo, con Firefox, non è possibile. La scommessa è che, una volta che la notizia si sparge, saranno sempre di più gli utenti a preferirlo.

Secondo lo studio francese, tra l’inizio di settembre e la fine di novembre Firefox ha guadagnato una quota dell’1,5 per cento del mercato dei browser, ponendolo come concorrente all’Explorer. Questa crescita, realizzata in così poco tempo, impone il nuovo software come una vera alternativa a quello di Microsoft. E questo successo non è smentito dall’azienda di Bill Gates, che da una parte si preoccupa, ma dall’altra si rallegra perché adesso non si può più dire che è monopolista. E la sfida della nuova competizione la spingerà a migliorare il suo prodotto. Che alla fine, per il consumatore che assiste a queste guerre, è quello che conta.

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