Da Il Messaggero del 20/10/2004

Gruppo cattolico contro il candidato democratico

«Scomunicate Kerry, favorevole al diritto d’aborto»

BOSTON - John Kerry, Ted Kennedy e gli altri politici americani cattolici che difendono il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza meritano la scomunica. Ne è convinto l'avvocato californiano Marc Balestrieri, esperto in diritto canonico e presidente di un gruppo conservatore cattolico, “De Fide”, che ha presentato già nei mesi scorsi una denuncia per «eresia» contro il candidato democratico presso la diocesi di Boston. Ed ora, intervistato in un programma del network cattolico Eternal Word Television , sostiene di aver ricevuto una lettera «non ufficiale» delle gerarchie vaticane in appoggio della sua tesi.

«Il senatore Kerry e tutti i politici pro-aborto che si definiscono pubblicamente cattolici e che violano impudemente il diritto canonico facendo affermazioni eretiche e ricevendo l'Eucarestia, devono rinnegare la loro militanza in favore dell'aborto per il bene delle loro anime», ha detto Balestrieri, sostenendo che altrimenti sono automaticamente scomunicati. Oltre a Kerry e all'altro senatore del Massachusetts, Ted Kennedy, l'accusa di eresia viene rivolta contro Mario Cuomo, l'ex governatore di New York.

Nel programma televisivo, Balestrieri ha spiegato di aver parlato della questione durante un suo incontro a Roma con rappresentanti della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo loro se l'opposizione al dogma della Chiesa che condanna l'aborto e anche il sostegno al diritto all'aborto costituisca eresia.

L'avvocato americano - scriveva ieri il New York Times - avrebbe ricevuto la risposta da Basil Cole, teologo dell'università domenicana di Washington, che a sua volte avrebbe ricevuto dal domenicano Augustine Di Noia, sottosegretario della Congregazione, il compito di scrivere una risposta «non ufficiale» ai quesiti di Balestrieri.

«Padre Cole ha risposto in modo affermativo in entrambi i casi», ha detto ancora l'avvocato. Ma ieri è subito arrivata la smentita di padre Di Noia, che sostiene di non aver ricevuto in alcuno modo delega dal Vaticano di rispondere alla domanda. E da fonti vaticane emergerebbe viceversa che di scomunica si può parlare per chi ha causato o procurato un aborto, non certo per chi esprime un’opinione.

Un interessante precedente a questa polemica si è verificato all’inizio dell’estate scorsa. In seguito a un’uscita pubblica di Kerry per la libertà di scelta riguardo l’aborto, un movimento di vescovi lo criticò. Fatto è che, come risultò da un sondaggio, la popolarità di Kerry presso i cattolici aumentò anziché diminuire.

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