Da Avvenire del 07/10/2007

Politkovskaja «I servizi dietro l’omicidio Pubblicheremo le prove»

«Anche coloro che adesso detengono il potere rimarranno stupefatti quando si scoprirà in quanti crimini sono coinvolte le persone in divisa. Contro la cappa della censura è importantissima la mobilitazione internazionale»

di Giovanni Bensi

Dmitrij Andrejevich Muratov è il direttore della Novaja Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaja, ed è ben deciso a non lasciar insabbiare le indagini sull'uccisione, esattamente un anno fa, dalla coraggiosa cronista, ma continua a mostrare fiducia verso gli inquirenti. E pessimista, invece, sulla situazione della libertà di stampa in Russia che, a suo dire, è da tempo fortemente limitata. Anche per le pressioni violente dei servizi segreti.
Dmitrij Andrejevich, dai recenti annunci della Procura generale russa, compreso il suo titolare Jurij Ciajka, sembrava che il "caso Politkovskaja" stesse per risolversi. Poi ci sono stati eventi confusi e contraddittori, con la liberazione di alcuni degli arrestati appartenenti ai servizi segreti. Si muove qualcosa?
Certamente, qualcosa si muove. Si è cercato di insabbiare l'inchiesta. Ma la cosa più interessante sta nel fatto che verrà fatta luce sull'importante ruolo svolto dalle "strutture forti" della Russia e questo, credo, stupirà molti. Coloro che adesso detengono il potere sanno da quali organizzazioni sono venuti e quali organizzazioni essi stessi hanno poi creato (il Kgb e il Fsb) ma molti di loro, ciononostante, rimarranno stupefatti quando si scoprirà in quanti delitti sono coinvolte le persone in divisa.
Avete qualche nuova indicazione?
Nel numero del nostro giornale che uscirà domani vi saranno due dossier sensazionali. Uno di essi è un'intervista con Ciajka. Ma adesso non vorrei rivelarne il contenuto.
Rimane il problema dei mandanti dell'assassinio di Anna Politkovskaja. Ciajka ha parlato di personaggi che vivono all'estero e che sarebbero interessati a destabilizzare la Russia. L'allusione è all'ex "oligarca" rifugiato a Londra...
Forse la Procura sa davvero che è così, e io, forse, faccio dell'ironia sulla versione che il mandante, come sostiene senza nutrire alcun dubbio Ciajka, viva a Londra e voglia destabilizzare la Russia. Berezovskij come fonte di tutti i nostri mali...
Quindi, lei non ci crede.
Io suppongo invece che il mandante del delitto viva piuttosto qui che là. Ma devo riconoscere che comunque, anche per l'intervento del presidente Putin, l'inchiesta non è stata insabbiata, mentre i servizi segreti hanno cercato di mandarla all'aria sotto i nostri occhi, permettendo una fuga prematura di informazioni. Bisogna cercare più a fondo nel Fsb, che è una specie di versione annacquata dal vecchio Kgb, nel quale oggi si dedicano maggiori forze al business che non alla lotta contro la criminalità. Proprio un generale del Fsb, Kuprjazhkin, ha cercato di silurare l'indagine, rivelando il nome di un suo dipendente arrestato, l'agente Pavel Rjaguzov, e sostenendo che egli era già sotto osservazione. Questa fuga di notizie ha messo in difficoltà l'indagine.
Lei ha accennato a Putin: all'estero, il presidente è stato molto criticato per la poca attenzione prestata al caso Politkovskaja...
Io credo invece che, se non fosse stato per il desiderio di Putin di conoscere la verità su questo caso, non se ne sarebbe saputo niente.
Ma che cosa temono i dirigenti del Fsb? Non è anche nel loro interesse che vengano isolate la "mele marce"?
Quando si è capito che in seguito alla soluzione del "caso Politkovskaja" avrebbero potuto essere risolte anche decine di altri "casi" complicatissimi e confusi, fra cui vari omicidi nei quali sono coinvolti agenti dei servizi segreti, gli 007 hanno cercato di sabotare l'inchiesta rivelando nomi e circostanze.
Ci sono altri episodi che rivelino azioni illegali di agenti del Fsb?
Prossimamente pubblicheremo sul nostro giornale la storia di un uomo che già ha avuto a che fare con due personaggi arrestati per l'omicidio della Politkovskaja. Essi lo hanno torturato, gli hanno rovinato la carriera, hanno investito con l'auto sua moglie, hanno commesso contro di lui le cose più ignobili. Ma questa persona è andata fino in fondo, cercando di ottenere che i due agenti, un poliziotto e un appartenente al Fsb, fossero denunciati. La sua denuncia è stata respinta ed è stata riesumata solo ora, quando si è capito che i due agenti avevano a che fare con l'assassinio della Politkovskaja.
Si può parlare di un sistema di arbitrio già consolidato da tempo?
Questo sistema agisce già da molti anni, si tratta di delinquenti che agiscono nell'ambito del Fsb e della polizia, di gruppi criminali consolidati. Sono mostri che agiscono in questo sistema, in pratica mai riformato.
L'opinione pubblica è conscia della gravita di episodi come l'assassinio di Anna Politkovskaja?
È importante prima di tutto l'appoggio internazionale, gli appelli dei difensori dei diritti umani, episodi come l'intitolazione ad Anna Politkovskaja di una via a Roma. È stato girato un film, la prima del quale si è svolta a Parigi. Mi sembra che ciò sia molto importante, Anna non è stata dimenticata. In diverse città del nostro Paese si sono svolti manifestazioni e concerti di musica classica in sua memoria, soprattutto in provincia, per esempio a Nizhnij Novgorod, anche se le autorità locali hanno cercato di sabotarli.
L'omicidio della Politkovskaja pone una questione di principio: in che misura oggi in Russia è assicurata la libertà di informazione?
Quello di Anna non è stato il primo assassinio di un giornalista in Russia. Porsi il problema della libertà di informazione oggi è ingenuo. Sembra che in Europa il problema sia stato scoperto solo adeso, ma due o tre anni fa era la stessa cosa. Non si è avuto alcun mutamento.

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