Da La Stampa del 21/07/2006
Originale su http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200607articoli/7967...

Si combatte nel sud del Libano. Nuovi attacchi aerei su Beirut, si aggrava il dramma umanitario: generi alimentari difficili da reperire, aumentano gli sfollati

Corpo a corpo nei bunker di Hezbollah

Nasrallah in un video tv: restituiremo i due israeliani soltanto con uno scambio di prigionieri

di Aldo Baquis

TEL AVIV. Duemila attacchi dell'aviazione, i bombardamenti della artiglieria, il blocco delle frontiere e la distruzione di infrastrutture in Libano non sono bastati a fiaccare i guerriglieri Hezbollah arroccati nella regione meridionale, a ridosso della Galilea. Israele è dunque costretto a spedire in quella zona ostile le sue unità d'élite. E scopre così una realtà che non era stata vista né dai satelliti né dai piloti militari: nel corso degli anni, con l'aiuto degli iraniani, i combattenti di Hassan Nasrallah si sono barricati in una rete di bunker sotterranei in stile vietnamita, profondi fino a 40 metri, che consentono loro la permanenza a oltranza a meno di un chilometro da Israele.

Per tutta la giornata Israele ha anche cercato di raccogliere informazioni sul bunker di Burj el-Barajne, a Beirut, dove lo scorso mercoledì notte - secondo l'intelligence - si trovavano numerosi dirigenti Hezbollah. Per ucciderli, l'aviazione ha scaricato sull'obiettivo 23 tonnellate di esplosivo. Ma l'operazione ha avuto il successo sperato? Da un lato, la netta diminuzione dei lanci di razzi verso la Galilea ha fatto pensare che qualcosa nelle comunicazioni fra Beirut e il Libano sud si fosse interrotto. D'altro, invece, la voce degli annunciatori della tv Hezbollah «Al Manar» (secondo cui quell'attacco è andato a vuoto) non tradiva ieri alcuna emozione particolare.

Anche le dichiarazioni dei dirigenti libanesi sono state passate al setaccio. Per arrivare alla conclusione che, anche se ancora assente dagli schermi tv, lo sceicco era da ritenersi vivo. E forse impegnato a progettare nuovi attacchi. Nasrallah ha confermato questa ipotesi apparendo in serata su Al Jazeera per dire che la struttura di comando degli Hezbollah «non è stata distrutta». Lo sceicco ha detto inoltre che «il mondo intero non riuscirà a liberare i due soldati (israeliani) sequestrati se non attraverso negoziati indiretti nel quadro di uno scambio di prigionieri». Una delle iniziative inventate da Hezbollah è di incoraggiare gli hacker arabi a inviare a telefoni israeliani messaggi Sms con notizie demoralizzanti, ad esempio relative a un attacco a Tel Aviv, nel tentativo di creare confusione e incertezza.

Secondo gli analisti, il lancio di missili in Galilea (ieri ne sono stati scagliati una trentina) è stato da mesi progettato da esperti militari iraniani ed ha avuto nuovo slancio con la firma di accordi di difesa fra Siria e Iran. Da qui il timore che gli Hezbollah stiano progettando un attacco a sorpresa su Tel Aviv con i razzi a lunga distanza avuti da Damasco e Teheran, oppure anche un'ondata di attentati palestinesi con kamikaze della Cisgiordania.

Ieri Israele ha dunque compiuto due mosse preventive. Per prima cosa, ha ordinato la chiusura totale di tutti i valichi con i territori palestinesi. Poi ha inviato verso la Galilea rinforzi di fanteria che dovranno rafforzare le difese del confine, per impedire possibili infiltrazioni di guerriglieri. Reduce dalla striscia di Gaza - dove è stata impegnata in settimane di combattimenti con i miliziani di Hamas - una parte della Brigata Golani ha raggiunto ieri il confine sul Libano. Ma ancora i dirigenti israeliani esitano ad inviare ingenti truppe di terra: il sud del Libano, infatti, non si presta a manovre di carri armati, facile preda degli islamici. L'unico modo di procedere è appunto inviare unità scelte.

Ieri è stata una giornata relativamente tranquilla, rispetto ai 70 morti di mercoledì: 9 vittime libanesi, 4 perdite (secondo la tv araba Al Jazeera) fra gli israeliani. Da Israele, in serata, è arrivata la conferma dell'uccisione di 2 suoi soldati. La collisione in volo tra due elicotteri israeliani Apache, a 10 chilometri dal confine con il Libano, ha causato inoltre il ferimento di 5 persone.

Il dramma umanitario in Libano si aggrava di giorno in giorno: centinaia di migliaia di persone risultano sfollate e i prezzi dei generi alimentari aumentano di ora in ora. Nel clima di confusione, due giornalisti britannici sono stati sequestrati - e rilasciati quasi subito - da miliziani Hezbollah perché sospettati di aver raccolto informazioni per Israele. Ieri marines Usa sono sbarcati a Beirut per aiutare alcuni connazionali a lasciare la regione per raggiungere Cipro. In serata si è appreso che Israele accetta di rispettare un «corridoio umanitario» fra Libano e Cipro. Ma il cessate il fuoco sembra ancora lontano. Bisognerà forse attendere l'arrivo del segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, previsto per la settimana prossima.

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