Da WEEK.it del 03/07/2006
Originale su http://www.weekit.it/index.php?option=com_content&task=view&id...

Italia: gli italiani e la banda larga. Siamo indietro ma cresciamo

Anfov fotografa le connessioni del Paese. Troppe Adsl a consumo, ma crescono le flat. E Telecom comincia a lasciare il passo ai concorrenti

di Alessandro Longo

L’Anfov, l’associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione, fotografa il rapporto tra italiani e banda larga. Nel 2005 la diffusione delle linee a banda larga è cresciuta del 30 per cento rispetto all’anno prima, arrivando così a un totale di 7 milioni (di cui 6,7 milioni Adsl; il resto è fibra di Fastweb e satellite).

La notizia non è buonissima, in verità; l’Italia avrebbe dovuto crescere più velocemente, per recuperare il ritardo rispetto al resto dell’Europa. Così non è avvenuto, quindi la percentuale di popolazione dotata di accessi a banda larga resta, come negli anni scorsi, un po’ sotto rispetto alla media europea. Parità con la Spagna; l’Italia batte soltanto i Paesi dell’Europa orientale.


ANCORA TROPPE LINEE A CONSUMO

Il dato italiano, per di più, è anche da prendere con le pinze e non è perfettamente paragonabile a quello estero: il 52 per cento delle connessioni banda larga è «a consumo», una tipologia di abbonamento assente altrove in Europa. L’Italia mette nel paniere, insomma, anche Adsl che, non avendo canone e costando da 1,79 a 2 euro l’ora, per forza di cose sono usate poco o niente dagli abbonati.

La buona notizia, riferisce Anfov, è che il flat avanza. L’anno scorso era appena il 40 per cento delle Adsl totali. Nel 2003 era il 30 per cento. Ciò non vuol dire che lanciare le Adsl a consumo sia stata una cattiva idea. Anzi, forse è vero quanto dice Telecom Italia, cioè che sono servite a dare il primo input alla crescita della banda larga in Italia e che nel lungo periodo saranno quasi del tutto convertite in flat.


MONOPOLISTI NON TROPPO «EX»

È altrettanto vero, però, che al momento i nostri 7 milioni di utenti banda larga pesino di meno rispetto a un pari numero registrato in altri Paesi, dove tutte le Adsl sono flat e quindi sono usate appieno.

Un’altra particolarità del mercato italiano, segnala Anfov, è la quota di Adsl fornite dall’incumbent (Telecom): 72,8 per cento. Soltanto in Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Cipro i rispettivi incumbent hanno una quota maggiore rispetto a quella detenuta da Telecom in Italia. Diversa la musica in Gran Bretagna (29 per cento), Francia (49 per cento), Spagna (52 per cento), Germania (69 per cento).

Deutsche Telekom ha perso 21 punti nel corso del 2005, a causa dell’arrivo delle prime Adsl all’ingrosso. È da noi invece un mercato consolidato: a fine 2005 erano 890 mila le Adsl attive vendute all’ingrosso da Telecom ai concorrenti.

Anfov evidenzia però che nel 2005 c’è stato il sorpasso: le Adsl attivate in unbundling, cioè su rete gestita dagli operatori, sono arrivate a 920 mila. Anfov racconta anche il mercato business degli accessi a Internet: nel 2005 valeva 1,357 milioni di euro, contro i 1,1 milioni del 2004. Sarà 1,660 milioni nel 2006, 1,998 nel 2007 e 2,365 nel 2008.


AFFONDA IL DIAL-UP. ERA ORA!

Nel 2005 più della metà di questi soldi, cioè 827 milioni di euro, venivano dalle xDsl vendute alle aziende.

Il dial-up era a 92 milioni, la fibra a 340 milioni e le altre tecnologie a 96 milioni di euro. Questi quattro valori saranno pari, nel 2008, a 1,755, 61, 368 e 180 milioni. Discesa lenta e graduale del dial-up, quindi, e crescita incontrastata dell’Adsl. Fibra e altre tecnologie aumenteranno di poco le entrate. Il 40 per cento delle aziende a fine 2005 aveva un accesso a Internet banda larga; il 15 per cento era con il dial-up. Il restante 45 per cento non aveva alcun accesso.

Il numero di famiglie con l’Adsl, invece, passerà dai 6 milioni del 2006 agli 8 milioni del 2008, quando il dial-up sarà caduto a picco su valori trascurabili (dagli attuali 2 milioni).

In generale, dal 2004 al 2008 il numero di accessi dial-up si ridurrà di 8 volte, stima Anfov; le Adsl triplicheranno, così come i collegamenti banda larga alternativi, satellitari e wireless (dai 121 mila del 2004 ai 380 mila del 2008). Anfov prevede il boom del Wi-Fi, in particolare, usato laddove non arriva l’Adsl.

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