Da Corriere della Sera del 27/06/2006
Originale su http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/06_Giugno...

Nuovo rapporto dell’Accademia delle Scienze Usa

Mai tanto caldo dalla nascita di Cristo

In 2000 anni diversi alti e bassi della temperatura per cause vulcaniche e solari. Ma il record attuale è causato dall'uomo

di Franco Foresta Martin

Il Congresso degli Stati Uniti voleva avere un parere autorevole e indipendente: il riscaldamento del nostro pianeta in questi ultimi decenni, dipende da cause naturali oppure è provocato dalle attività umane?

E, l’anno scorso, ha inoltrato una richiesta specifica all’Accademia americana delle scienze: studiate e fateci sapere. Mesi di analisi e di lavoro e ora ecco, in sintesi, la risposta: «Il rapido aumento delle temperature evidenziatosi in particolare negli ultimi 30-40 anni non ha di sicuro equivalenti nei precedenti 400 anni e, molto probabilmente, non si è mai verificato nemmeno negli ultimi 2000 anni, dalla nascita di Cristo. Oggi non emergono cause naturali che possano giustificare l’ampiezza e la rapidità del recente riscaldamento: i gas serra emessi dall’uomo appaiono come il principale responsabile». Sono 155 pagine di grafici e tabelle a confermare, da parte dell’Accademia delle scienze USA, quanto era stato già stato illustrato in un precedente rapporto dell’Ipcc, il gruppo dei climatologi delle Nazioni Unite, accusati tuttavia dall’amministrazione Bush di parzialità e sudditanza ideologica al Protocollo di Kyoto.


«PROXY»- Gerald North, professore di geoscienze all’università del Texas e presidente del gruppo di scienziati indipendenti che ha formulato il nuovo atto di accusa contro l’uomo, ha spiegato che la risposta all’interrogativo del Congresso è stata trovata analizzando i cosiddetti «proxy». Con questo vocabolo gli scienziati del clima indicano alcuni fattori naturali come: isotopi radioattivi contenuti in varie matrici ambientali, anelli di accrescimento degli alberi, pollini fossili, coralli, sedimenti glaciali oceanici e lacustri, i quali tutti hanno la capacità di registrare le variazioni climatiche nel corso del tempo, dandoci un’indicazione abbastanza precisa delle temperature del passato, anche quando non esistevano ancora i termometri che potessero registrarle.


I PRECEDENTI - Ebbene, per limitarsi agli ultimi 2000 anni, lo studio comparato di tutti i possibili proxy, confrontato anche con documentazioni storiche (là dove esistenti), porta a concludere che le oscillazioni di caldo e di freddo del passato sono da attribuire a eccessi di attività vulcanica che ha inquinato l’atmosfera con gas e polveri, oppure alle variazioni di irradianza solare (la quantità di energia che ci arriva dalla nostra stella). Così si spiegano il «Periodo caldo Medioevale», attorno all’anno 1000, che tuttavia fu inferiore al riscaldamento attuale; e la «piccola età del ghiaccio» tra il 1500 e il 1850. Vulcani e Sole, invece, non sembrano avere a che fare con il nostro supercaldo, che ha portato al balzo di 1 grado delle temperature medie in un secolo (con un’impennata significativa negli ultimi 40 anni) e che risulta invece coerente con l’aumento dei gas serra prodotti dall’uomo.


PROVVEDIMENTI - Resta da vedere in che considerazione il Congresso Usa, finora in maggioranza scettico sulla tesi delle responsabilità umane nell’effetto serra, sia nella componente repubblicana sia in quella democratica, terrà in considerazione il parere richiesto all’Accademia delle Scienze.

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