Da La Repubblica del 22/05/2006
Originale su http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/esteri/malattie-dimenticate/m...

Milioni di persone vittime di patologie ignorate dalle case farmaceutiche. Medici Senza Frontiere denuncia: "La scienza insegue solo il profitto"

Malattie dimenticate, appello all'Oms "Regolare le priorità della ricerca"

GINEVRA - La forbice che separa i paesi ricchi dal Sud del mondo si riflette anche nei volti dei milioni di persone condannate a morire per 'malattie dimenticate'. Dimenticati (dai governi, dalla ricerca, dalle case farmaceutiche) sono anche questi pazienti "di serie B", vittime di patologie diffuse, spietate, come la tubercolosi o la malattia del sonno: scoperte molto tempo fa, quando interessavano il mondo occidentale, sono oggi curabili con farmaci obsoleti, tossici oppure molto costosi. La denuncia arriva da "Drugs for Neglected Diseases Initiative" (DNDi), ente non profit di Ricerca e Sviluppo fondato da Medici Senza Frontiere, che lancia un appello - corredato da raccolta firme - per chiedere ai governi nazionali di garantire investimenti sufficienti per la ricerca e lo sviluppo di farmaci, test e vaccini per le malattie che colpiscono i più poveri. Perché la salute è un diritto anche di chi non può pagare.

L'iniziativa è sostenuta da 17 premi Nobel e oltre cinquemila tra scienziati, operatori sanitari, medici e ricercatori da 140 paesi, e verrà presentata in occasione della 59esima Assemblea Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che prende il via oggi a Ginevra nel giorno in cui viene a mancare il suo direttore generale, Lee Jong-Wook. Aveva 61 anni e lascia un granmde vuoto nella cooperazione sanitaria internazionale.

Il titolo, molto eloquente, dell'iniziativa recita così: "I nostri governi hanno la malattia del sonno?". Sembrerebbe proprio di sì, visto che negli ultimi venti anni - nei quali si è registrato un vero boom della scienza biomedica e della tecnologia farmaceutica - non si è fatto nulla (o troppo poco) per regolare le priorità della ricerca medica, che nel libero mercato non fa che modularsi sulla domanda sanitaria dei Paesi ricchi.

Poco importa che ogni giorno nel mondo 35mila persone siano destinate a morire delle cosiddette 'malattie dimenticate', per mancanza di farmaci adeguati o perché i pazienti non possono permettersi terapie dai prezzi inaccessibili. Secondo Medici Senza Frontiere, solo l'1% dei medicinali immessi sul mercato nei trent'anni tra il 1974 e il 2004 rispondono a patologie come il kala-azar, la tubercolosi, il morbo di Chagas o la leishmaniosi. Quest'ultima, per esempio, semina ogni anno due milioni di vittime, soprattutto bambini, e rappresenta un rischio per 350 milioni di persone in 88 paesi. La cura è affidata a un farmaco scoperto un secolo fa, con seri effetti collaterali, la cui efficacia è in pericolo a causa delle resistenze del parassita. In una simile, drammatica situazione si trovano i bambini sieropositivi, nei quali è assai difficile diagnosticare l'Hiv e quindi intervenire con successo grazie a terapie precoci. Per loro un test semplice ed economico è una urgente necessità.

"La salute e la ricerca medica devono diventare per i governi settori strategici, almeno quanto la difesa e la ricerca spaziale", dice Nicoletta Dentico, DNDi. "Spetta a loro esercitare una leadership credibile - attraverso finanziamenti o il coinvolgimento diretto - per orientare le priorità della ricerca ed influenzare le scelte sulla produzione e la distribuzione di vaccini, farmaci e diagnostici".

A questo proposito, all'Oms è stata presentata dai governi di Kenya e Brasile, più sensibili alla questione, una risoluzione in cui si chiede la creazione di un gruppo di lavoro intergovernativo per la definizione di nuove politiche in grado di superare le attuali inefficienze della ricerca scientifica, documentate nel recente rapporto di una Commissione sulla proprietà intellettuale, l'innovazione e la salute pubblica (CIPIH) della stessa Oms. "La ricerca dovrebbe rispondere alle esigenze delle persone, piuttosto che degli azionisti", prosegue Dentico. "Ci auguriamo che l'Oms prepari la strada a una nuova struttura della ricerca medica sostenuta dal finanziamento pubblico e guidata dai bisogni effettivi della popolazione", conclude Rowan Gilles, presidente internazionale di MSF. "Altrimenti, avremo perso un'altra occasione per affrontare i più urgenti problemi di salute".

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