Da Pangea Onlus del 24/01/2006

Nepal: nonostante la crisi, in lavoro per le donne

Negli ultimi 4 giorni la situazione politico sociale in Nepal è seriamente peggiorata: centinaia di persone arrestate, tra cui anche parlamentari e uomini politici, nella capitale e in numerosi villaggi del paese vige il coprifuoco, uccisione da parte delle forze governative di presunti ribelli maoisti, le linee telefoniche fisse e mobile sono pressoché interrotte. In questo contesto di forti restrizioni alle libertà civili del popolo nepalese - che chiede il ritorno a un sistema democratico dopo il colpo di stato imposto dal re Gyanendra lo scorso 1 febbraio 2005 - la Fondazione Pangea Onlus sta continuando le attività del Progetto Sharma che come obiettivo quello di ridare una speranza di vita concreta a centinaia donne con programmi di microcredito e sostegno alle loro attività così da aiutarle a emanciparsi e a rendersi indipendenti.

Questo è il racconto di Maura Giallatini, coordinatrice italiana del Progetto Sharma, arrivata a Kathmandu la notte del 19 Gennaio 2005 proprio allo scoppio della crisi. Al momento si trova nella capitale nepalese insieme a Simona Lanzoni, Responsabile Progetti della Fondazione Pangea Onlus. "Sono arrivata alle undici di sera e dopo le pratiche del visto, ho cerco fuori dell’aeroporto uno sguardo amico, ma c’era il coprifuoco e gli amici della Women’s Foundation con cui collaboriamo non c’erano. La situazione in previsione delle elezioni si è riscaldata e ad un anno dalla presa con la forza del potere da parte del re Gyanendra, di nuovo il paese si trova in uno stato di paralisi. Ieri è stato dichiarato dal governo il coprifuoco dalle 11.00 di sera alle 04.00 del mattino, ma ogni giorno l’orario è destinato a cambiare. Possono circolare soltanto i taxi autorizzati e devo prenderne uno per raggiungere la guest house dove sono alloggiata.

Il mio guidatore mi accompagna per una città deserta dove si incontrano solo soldati e qualche cane. Superiamo ben 14 posti di blocco dove ogni volta il mio “traghettatore” esibisce i documenti necessari, dopo aver fermato macchina e spento luci. Finalmente riusciamo ad arrivare alla guest house, siamo a casa. Il giorno dopo siamo di nuovo bloccati per il coprifuoco fino alle sei del pomeriggio, la città è assediata dal potere, la gente è in ostaggio nelle proprie case. Ci concedono 3 ore d’aria sino alle nove di sera, giusto il tempo per sgranchirci le gambe e mangiare una cena veloce. Thamel, il quartiere turistico di Kathmandu, si è svegliata lentamente dal torpore del riposo forzato. Qualche negozio ha approfittato per riaprire. Ho cercato di annullare le distanze dagli affetti lontani in un internet point, le comunicazioni che usano le vie telefoniche locali sono gli unici accessibili, quelli internazionali sono state tutte bloccate per impedire contatti con i paesi esteri.

È mattina, sono le 9 di martedì 24 gennaio e la vita sembra aver ripreso il solito corso, anche se è una calma apparente e provvisoria. Sono seduta nel take away qui a Khamal Pokari, dove la Fondazione Pangea Onlus ha aperto il suo ufficio presso la sede della Women’s Foundation nepalese. Cerco con lo sguardo molti dei volti che, a loro insaputa, mi hanno accompagnata durante la mia precedente permanenza; ne ritrovo diversi e con alcuni di loro ci riconosciamo. Nascosta dietro la vetrina del negozio, fuori vedo passare disperati taxi in corsa, biciclette condotte da vecchi stanchi e da bambini dai volti sorridenti: la città sembra reagire con la vita di sempre rispetto ad uno stato di forte incertezza politica.

Salgo dopo un po’ in ufficio dove mi aspetta la nostra collaboratrice nepalese, ci raccontiamo un po’e cerco di capire da lei come i nepalesi vivono questa situazione di sospensione e realizzo, inevitabilmente, di come la percezione delle cose sia diversa tra noi. Per distrarci, parliamo del nostro progetto Sharma con le donne! Mi aggiorna sullo stato del programma svolto nell’ultimo mese, ci scambiamo informazioni, siamo felici perché nonostante gli scontri le responsabili dei Centri Donna aperti con il sostegno di Pangea nei quattro distretti del Nepal sono riuscite ad arrivare ieri sera. Nelle prossime settimane si completerà la loro formazione, seguiranno un training sulla contabilità in quanto è un all’altro strumento insieme al business plan, fondamentale per la conduzione della seconda fase del progetto cioè quella della distribuzione dei crediti all’interno dei gruppi di risparmio delle donne attraverso il microcredito.

Tutte sono arrivate dai distretti (Dang, Panchtar, Sindupalchowk, Jhapa) con una prima selezione delle idee di microimpresa femminile che si deciderà di sostenere finanziariamente. Ci attende una settimana di lavoro intensissimo, dobbiamo cercare di finire in tempo i lavori programmati e far ripartire le donne verso i distretti prima che possano incontrare i blocchi e gli scontri per la protesta prevista per l’inizio di febbraio. Il lavoro continua, nonostante tutto".

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