Da Il Quotidiano di Calabria del 11/01/2006
Originale su http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=19-qz1-1101-a...

Rapporto di Legautonomie. In provincia 33 intimidazioni nel 2005

Politici nel mirino

di Chiara Spagnolo

CATANZARO in pole position. Il capoluogo di regione, nel 2005, conquista il primato della provincia calabrese con il maggior numero di atti intimidatori nei confronti degli amministratori pubblici. L'aumento rispetto all'anno precedente è vertiginoso: si parla del 153% in più. Un dato sconcertante che emerge dal "Rapporto sullo stato delle autonomie locali calabresi", presentato ieri mattina da Legautonomie.

Poche righe, a pagina 15 della snella sintesi curata da Claudio Cavaliere, per affermare un'evidenza incontestabile: nella provincia fino ad oggi considerata come la più tranquilla dell'intera regione, la 'ndrangheta ha alzato la voce per ricordare ai sindaci e ai "gestori" della cosa pubblica chi è che comanda. A Catanzaro come in ogni altro angolo calabrese.

I numeri, del resto, portano alla luce una verità difficile da smentire: nei dodici mesi del 2005 in Calabria si sono registrati 82 atti intimidatori, 33 dei quali nel capoluogo e nel suo hinterland. Quasi la metà dei "messaggi" dell'intera regione è stata inviata ad amministratori del Catanzarese, inermi di fronte ad un'escalation preoccupante.

E se pure tale accelerazione è stata impressa soprattutto grazie agli episodi accaduti a Lamezia, non si può trascurare l'esistenza di altre realtà calde, in cui non c'è corrispondenza tra l'entità dei paesi e il numero di segnali inequivocabili lanciati agli amministratori. Olivadi, piccolo centro del Soveratese, è l'esempio più eclatante. Gli abitanti sono appena 634 ma le intimidazioni si fanno sentire. Quattro dal 2000 al 2005, ovvero quasi una all'anno, e non è certo poco per un minuscolo borgo delle Preserre, che vive quasi esclusivamente di agricoltura.

Non va meglio ad Argusto, Decollatura e Taverna, che nel 2005 hanno visto aumentare gli atti criminali verso i pubblici amministratori, così come è accaduto alle città di Catanzaro e Lamezia. Quest'ultima, è chiaro, costituisce un capitolo a parte. Un capitolo nero, ovviamente, che più nero non si può. In meno di dodici mesi si sono registrati ben nove episodi, tra i quali spiccano due intimidazioni al sindaco Gianni Speranza e una all'assessore regionale alla Sanità, Doris Lo Moro. Segnali fin troppo chiari di un metodo di comunicazione che fa della minaccia la sua unica legge. Avvertimenti, che il presidente della commissione regionale antimafia, Pino Guerriero, presente alla conferenza stampa di Legautonomie, ha cercato di non trasformare in trampolino di lancio per facili allarmismi.

«Il dato catanzarese è preoccupante, ma bisogna leggerlo dando il giusto valore al caso Lamezia. Bisogna stare vicini agli amministratori locali ­ ha affermato -. So quanto è importante il lavoro di Legautonomie per le proposte che fa evidenziando le soluzioni per migliorare la qualità della vita. Ora è giunto il momento di concretizzare le iniziative. In commissione abbiamo cercato il modo di stare vicini alle autonomie locali non con interventi a pioggia ma mirati sul territorio. è vero che il bilancio regionale è stato approvato me è pur vero che ora va riempito di contenuti, cosa che bisogna fare anche per i fondi europei e per tutti gli altri finanziamenti. Abbiamo anche acquistato 2.000 azioni di Banca Etica per aiutare i comuni. Dobbiamo cambiare indirizzo, evitando anche di sperperare il denaro pubblico».

Per questo motivo, ha ancora detto Guerriero, «abbiamo proposto la costituzione della centrale unica degli appalti sanitari. Bisogna, però, che tutti facciano la loro parte. Tutti i cittadini devono pagare i tributi, e non solo una parte, perché anche questa è legalità, ed occorre un piano serio per il lavoro. Non sono le aperture dei call center che possono offrire queste opportunità lavorative».

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Costituito un gruppo speciale di investigatori. Sette operazioni per individuare la rete che ha insanguinato la Calabria da maggio
Omicidio Fortugno, i cinque mesi della task force anti-'ndrangheta
Fondamentale la scoperta di una pistola dello stesso calibro di quella usata per l'omicidio dell'esponente della Margherita
su La Repubblica del 21/03/2006

News in archivio

''Provenzano ha consolidato la sua 'strategia di inabissamento'''
Dia: ''Ponte di Messina tra gli interessi della mafia''
su Adnkronos del 04/04/2006
L'esecutore materiale sarebbe Salvatore Ritorto, 27 anni, di Locri. Provvedimento restrittivo anche per il capo cosca Vincenzo Cordì
'ndrangheta: omicidio Fortugno, arrestati i killer grazie a collaboratore di giustizia
Dopo cinque mesi di indagini individuati gli assassini
su La Repubblica del 21/03/2006
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2019
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0