Da CiaoWeb del 22/12/2005
Originale su http://www.ciaoweb.it/news/attualita.jsp?id=2832&sector=cw-news-at...

Uragano Katrina

Seri sospetti di omicidi eutanasici di massa. Inchiesta in corso

I medici del Memorial Medical Center di New Orleans sono sotto inchiesta dopo la denuncia di fatti che fanno presumere il ricorso all'omicidio eutanasico per porre rimedio alle difficoltà causate dal passaggio dell'uragano Katrina.

La CNN aveva già riportato in ottobre la notizia secondo cui i dirigenti del Memorial avevano preso in considerazione l'opportunità di far fuori un po' di gente già pochi giorni dopo l'uragano.

Ora, per la prima volta, lo stesso Attorney General della Lousiana, Charles Foti, conferma che le accuse circa possibili atti di eutanasia al Memorial Medical Center sono "credibili e richiedono indagini".

Foti non ha voluto fornire dettagli. Tuttavia una fonte bene informata, che ha chiesto di restare anonima, ha detto alla CNN che le persone indagate sono più di una.

Nel Memorial trovarono rifugio fino a 2.000 persone. Quattro giorni dopo Katrina, l'ospedale venne circondato dalle acque e la situazione divenne ancora più critica. Non c'era acqua potabile né elettricità. Il cibo scarseggiava. Gli infermieri, con temperature di 37 gradi, erano costretti a ventilare i pazienti a mano. Solo occasionalmente una barca o un elicottero si fermava per portare via qualche malato.

Quello stesso giovedì, secondo i testimoni presenti, il clima interno cambiò improvvisamente.

Angela McManus era accanto alla madre Wilda, gravemente malata, al settimo piano dell'edificio, quando ebbe la precisa sensazione che qualcosa di nuovo stesse accadendo: gli infermieri discutevano, per la prima volta, su chi dovesse essere evacuato e chi no.

Quasi contemporaneamente, hanno riferito alla CNN alcuni membri dello staff medico, c'era qualcuno che discuteva su come eutanasizzare i pazienti.

Il dr. Bryant King, un medico generico a contratto presso il Memorial, ha detto che un collega venne da lui alle 9 del mattino del giovedì successivo all'uragano, e raccontò di una conversazione che avevano avuto con un amministratore dell'ospedale.

Il il dottore disse che l'amministratore suggeriva di "liberare i pazienti dalle loro sofferenze". Alle rimostranze di King, anche il dottore manifestò i suoi dubbi, ma disse che "una dottoressa promise che lo avrebbe fatto".

King ha confermato l'improvviso cambiamento del clima interno.

"Vidi che nessuno si preoccupava più di ventilare i pazienti, che non c'erano più infemieri che andavano in giro a prelevare sangue per gli esami o a misurare la pressione. C'era invece gente sulle scale, ai garage, nell'obitorio e all'ingresso della sala per le emergenze. Tutto era bloccato e non c'era alcun motivo per non continuare a svolgere la normale attività".

King ha anche detto che un altro amministratore chiese se lui e altri due medici presenti potevano mettersi a pregare. Uno di questi dottori, ha detto King, aveva con sé numerose siringhe.

"Nel corridoio vidi poi un gruppo di pazienti e la dottoressa con le sirighe che diceva loro: Adesso vi darò qualcosa che vi farà sentire meglio".

"Tutto ciò era strano per diversi motivi. Normalmente non sono i dottori che somministrano i farmaci, ma gli infermieri. I dottori danno i farmaci solo in situazioni critiche. Nessuno, inoltre, va in giro con un mucchio di siringhe e somministra lo stesso farmaco a ogni paziente".

King ha detto di non avere mai assistito personalmente a un atto di eutanasia, né sa cosa esattamente ci fosse nelle siringhe della dottoressa.

Questa, Anna Pou, non ha voluto commentare la notizia circa possibili atti di eutanasia. Da quando è stata raggiunta al telefono dalla CNN ha assunto un avvocato.

Subito dopo l'evacuazione del Memorial Medical Center la Pou disse quanto segue a una tv di Baton Rouge:

"C'erano dei pazienti gravemente malati che, indipendentemente dall'uragano, erano tenuti senza cure di tipo rianimativo. In altre parole, se morivano, morivano per cause naturali, senza cioè che fosse fatto nulla di particolare (heroic) per tenerli in vita".

Nell'ambito dell'inchiesta, l'Attorney General ha spedito campioni prelevati dai cadaveri dei pazienti deceduti a un laboratorio per l'esecuzione di test. Uno dei test prevede la ricerca di morfina.

Due società sono coinvolte nella gestione del Memorial Hospital: Tenet Healthcare, che gestisce l'ospedale, e Lifecare of New Orleans, che affitta gli spazi per i pazienti lungo-degenti al settimo piano.

Entrambe le società hanno respinto ogni addebito. Entrambe hanno parlato dell'eroico lavoro del personale, costretto a operare in condizioni difficili, e della loro disponibilità a collaborare alle indagini.

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