Da La Repubblica del 05/12/2005

L'indagine del Congresso Usa: dalla Lousiana allarmi inascoltati e richieste di soccorso disattese

Le carte segrete di Katrina "Ci serve aiuto, dov'è Bush?"

di Alberto Flores D'Arcais

NEW YORK - «Sono arrivata alla conclusione che questo incidente sarà di tale severità e ampiezza che per una effettiva risposta le capacità dello Stato e delle amministrazioni locali non sono sufficienti e che sarà assolutamente necessaria un'assistenza supplementare da parte del governo federale». E' il 28 agosto 2005, l'uragano Katrina con la sua scia di distruzione in arrivo dai Caraibi sta per abbattersi su New Orleans e il governatore della Louisiana Kathleen Blanco, prevedendo il peggio, manda questo Sos alla Casa Bianca.

Si sa come è andata a finire. Il governo federale e la Fema (la protezione civile americana) per due giorni sottovalutarono quanto stava accadendo, Katrina fu uno dei peggiori disastri della storia americana recente e per via dell'uragano il presidente Bush subì un terribile contraccolpo, in termini politici e come popolarità, di cui ancora oggi fa le spese. Adesso su «colpe e ritardi» per Katrina ha deciso di indagare il Congresso e la richiesta d'aiuto che Kathleen Blanco ha inviato alla Casa Bianca è solo uno dei tantissimi documenti che il governatore della Louisiana ha inviato a Capitol Hill: centomila memo che ricostruiscono - praticamente minuto per minuto - quanto accadde subito prima, durante e nei giorni immediatamente successivi al disastro provocato dall'uragano e che sono destinati a riaprire le polemiche politiche e razziali che ne sono seguite. Una ricostruzione "partisan", vista con gli occhi della Blanco - che è una delle parti in causa nell'inchiesta - cui la Casa Bianca non mancherà di dare risposta.

«Abbiamo bisogno di tutto quello che potete darci», dice ancora in un memo il governatore della Louisiana al presidente Bush: la data è quella del 29 agosto, quando Katrina aveva già colpito e si stava delineando l'entità del disastro. Nonostante le assicurazioni ricevute quello stesso giorno dalla Fema - «500 bus sono pronti» - il 30 agosto Andy Kopplin, capo dello staff della Blanco invia un'altra email urgente: «Abbiamo bisogno di bus! Trovate bus che vadano a NO (New Orleans) ASAP (il prima possibile)».

Due giorni dopo, il 2 settembre, la Blanco chiama ancora la Casa Bianca per lamentarsi della Fema, «non ha ancora fatto niente di quanto promesso», e per chiedere a Bush che invii 40mila soldati: «abbiamo bisogno di ghiaccio, acqua e cibo; abbiamo bisogno di campi mobili, di mezzi anfibii, di obitorii mobili, di squadre di pronto soccorso, di mezzi di comunicazione: e anche se queste richieste fossero già state tutte soddisfatte sarebbero ancora insufficienti».

Tra i centomila documenti non mancano le richieste e le offerte d'aiuto che arrivano alla Blanco da ogni parte del mondo; scrive Fidel Castro, scrive Hugo Chavez, chiama il re di Giordania e il console italiano a Houston telefona per avvisare: «Mi sto recando a New Orleans per salvare i cittadini italiani, fate in modo che la polizia non mi fermi».

Non mancano le telefonate e le email per raccomandazioni di ogni genere con i potenti d'America (e non solo) che tempestano gli uffici del governatore per chiedere che venga data la precedenza alla salvezza di loro amici o parenti; star dei talk-show televisivi come Oprah Winfrey, Dan Rather, Dr. Phil e Larry King tengono bloccato l'ufficio stampa per ottenere un'intervista esclusiva dal governatore. Tra i centomila documenti ci sono anche tutti i report della polizia e dei pompieri sulla situazione dell'inondazione, del traffico, degli assalti, dei saccheggi e dei vari crimini commessi nei giorni successivi, con un crescendo di notizie confuse e spesso false su omicidi, stupri e scontri razziali.

Tutti i documenti che riguardano l'uragano Katrina sono stati richiesti dal Committee to Investigate the Preparation for and Response to Hurricane Katrina e dal Senate Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, i due organismi del Congresso che stanno indagando sull'accaduto. La Blanco, che si era inizialmente opposta alle indagini del Congresso sostenendo che sarebbe stato meglio una commissione indipendente sul modello di quella dell'11 settembre, alla fine si è convinta: «Questi documenti rispecchiano come gli impiegati pubblici della Louisiana hanno lavorato senza sosta e con bravura per salvare la vita di migliaia di persone».

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