Da Il Manifesto del 10/11/2005

Il boom del sole e del vento

Il settore della tecnologia energetica fotovoltaica ed eolica è in forte crescita e attira considerevoli investimenti

Dal punto di vista del mercato, ormai è chiaro: le energie rinnovabili «tirano», sono un settore in crescita che attira considerevoli investimenti. Pannelli fotovoltaici, impianti eolici, impianti a biomasse, «bio-carburanti» e roba simile sono buoni investimenti, in senso stretto. Ma non sono interessanti solo per questo. Sono la vera via d'uscita al problema del cambiamento del clima e dell'inquinamento ambientale, che richiede una massiccia riconversione dai combustibili fossili (petrolio, carbone) a sole, vento e biomasse - che non emettono anidride carbonica e altri gas «di serra» nell'atmosfera terrestre.

E poi non solo, sono anche un interessante strumento di «giustizia redistributiva», per così dire: i pannelli solari sono, per fare un esempio, il modo più pratico, realistico ed economico per dare energia elettrica a quel 20% di popolazione rurale dei paesi in via di sviluppo non connessa alle reti - è molto più facile mettere dei pannelli o un micro impianto idroelettrico in un villaggio sperduto dell'Amazzonia o delle campagne indiane che non portarvi i cavi dell'alta tensione da chissà quanto lontano.

Tutti questi aspetti sono in qualche modo illustrati da un rapporto pubblicato questa settimana, forse il più completo monitoraggio sulla produzione e uso di energie rinnovabili nel mondo. Renewables 2005: Global Status Report è stato compilato da oltre un centinaio di ricercatori sotto la guida di Eric Martinot del WorldWatch Intitute di Washington (per conto della rete internazionale chiamata Ren21, ovvero «rete sulle politiche per le energie rinnovabili per il 21esimo secolo»: è composta da esperti governativi e alcune importanti organizzazioni ambientaliste e istituzioni indipendenti).

Da questo rapporto apprendiamo che la tecnologia energetica cresciuta più in fretta nel mondo è quella fotovoltaica: l'energia elettrica da fotovoltaico immessa nelle reti è aumentata del 60% all'anno tra il 2000 e il 2004 - si pensi ai 400 mila tetti coperti di pannelli in Germania, Giappone e negli Usa. Segue l'energia eolica, più 28% l'anno scorso.

Il rapporto considera poi l'energia idroelettrica su piccola scala (non grandi dighe, per intendersi), da biomasse, geotermica (i «soffioni»), i biocarburanti, cioè fonti energetiche che ora competono con i combustibili fossili e con l'energia nucleare su quattro mercati distinti: la produzione di elettricità, il riscaldamento degli spazi abitati e dell'acqua, il combustibile per trasporti, e la fornitura d'energia al di fuori delle reti. Diverse fonti per diversi usi.

Gli investimenti totali in energie rinnovabili sono arrivati a 30 miliardi di dollari nel 2004, un record - con aziende come Siemens, General Electric e Sharp in bella vista tra gli investitori. E che l'insieme del settore da 1,7 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, per lo più qualificati e ben pagati. Certo, si tratta ancora di una piccola parte della produzione d'energia: solare, eolico, biomasse e geotermico insieme producono 160 gigawatt d'elettricità, cioè appena il 4% dei 3.800 gigawatt di capagità generativa installata in tutto il mondo. E però è una parte in crescita, e sempre più lo sarà se gli stati vi investiranno (in fondo, il mix tra problemi del clima e prezzo del barile di petrolio dovrebbero consigliare una saggia diversificazione...). Le tecnologie per farlo sono a portata di mano. Quello che manca è la volontà politica.

Nel rapporto di Ren21 si legge che almeno 48 paesi hanno qualche tipo di politica per incentivare le energia rinnovabili, di cui 14 sono paesi in via di sviluppo. In almeno 20 stati ci sono legislazioni che impongono una quota di bio-carburanti nelle benzine: tra gli altri in Brasile, Cina e India.

In generale, i paesi all'avanguardia sono il Brasile (per il bio-carburante), la Cina (per l'acqua calda solare), la Germania (per l'elettricità solare) e la Spagna (per l'eolico). Il Brasile ad esempio ha lanciato un programma - «Luz para todos» - per elettrificare 2,45 milioni di case entro il 2008, circa 700mila hanno già ricevuto la corrente e 200mila, circa il 10%, avranno l'elettricità con fonti rinnovabili - e non è un risvolto secondario.

Altri articoli in archivio


Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Bush rinnova le energie, l’europa le spreca litigando
Così il presidente americano intende fare dell’atomo una fonte potabile per i verdi
su Il Foglio del 01/03/2006
CRISI ENERGETICA
Cna a favore delle fonti alternative
Cna cerca di promuovere l'uso dell'energia solore per fini di riscaldamento e l'eolico, parlando del ruolo dell'Amministrazione provinciale in materia
su La Nazione del 22/02/2006
E l'energia del futuro?
Dall’energia eolica ai biogas ricavati dalle viscere di mucche morte, l’Europa stia iniziando a cercare altrove.
di Fiona Wollensack su CafèBabel.com del 14/11/2005
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2021
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0