Da Adnkronos del 24/10/2005

Energia eolica off-shore. Costi e limiti tecnologici

Il futuro dell’energia eolica? In mezzo al mare. E’ il risultato al quale sono giunti i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr che, insieme con i colleghi francesi, spagnoli e greci, hanno condotto uno studio per disegnare la mappa del vento nel Mediterraneo. Gli esiti delle indagini, condotte utilizzando modelli matematici di circolazione dell’aria e numerose boe galleggianti collocate di volta in volta in punti strategici del Mediterraneo, hanno sorpreso, almeno in parte, gli stessi scienziati. Se era infatti ben noto che lontano dalle coste i venti assumono maggiore intensità, meno conosciute erano le caratteristiche dei venti ad alcune decine di metri dalla superficie del mare. Ebbene, è emerso che a 70 – 80 metri di altezza, che è quella tipica del mozzo di un aerogeneratore di media potenza, il vento soffia con una velocità media annuale di 8 metri al secondo. Se si considera che per produrre energia elettrica basta una velocità di 5 metri al secondo che, però, in Italia sulla terraferma viene raggiunta soltanto per meno della metà del tempo, si ha subito l’idea delle opportunità che si aprono allo sviluppo dell’eolico “off-shore”. Anche perché le ricerche condotte hanno messo in evidenza come i venti in alto mare siano molto costanti, tali da permettere forse anche di raddoppiare la vita operativa dei generatori eolici, che quando sono sottoposti a repentini mutamenti di velocità e direzione del vento subiscono stress meccanici molto violenti.

I problemi ancora da risolvere sono soltanto due. Il primo riguarda la capacità di costruire impianti eolici collocati in alto mare. [...] Il secondo problema è costituito dall’accessibilità degli impianti, per effettuare le necessarie operazioni di manutenzione, e dalla praticità di collegamento elettrico con la terraferma. Non esistono, in proposito, limiti tecnologici invalicabili, ma, sottolineano i tecnici, i costi di gestione di impianti situati molto lontano dalla costa potrebbero risultare troppo elevati.

Infine, l’aspetto più delicato, quello dell’impatto paesaggistico.

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