Da Newton del 24/11/2005
Originale su http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2005/11_Novembre/21/clima.shtml

In un supercomputer il clima dei prossimi secoli

Si tratta del più grande e veloce elaboratore dedicato in Europa agli studi di climatologia. Installato ad Amburgo, è in grado di tener conto di un gran numero di interazioni tra fattori climatici

Si trovano in Germania, ad Amburgo, il più grande computer e il maggiore archivio di dati utilizzati per la ricerca climatica. Il secondo record, che sarà raggiunto entro quest'anno, è quello di un data base contenente oltre 4.000 TeraByte (un terabyte equivale a 1.000 Gigabyte, cioè mille miliardi di byte).
Detto in questi termini non fa molta impressione, ma occorre considerare che per conservare un singolo terabyte d’informazione in forma cartacea occorrerebbe un edificio 16 volte più alto dell’Empire State Building.

L'archivio è quello del "German High Performance Computing Centre for Climate and Earth System Research" (Deutsches Klimarechenzentrum, DKRZ), un centro all'avanguardia mondiale per la modellizzazione del clima globale attraverso simulazioni computerizzate che tengono conto contemporaneamente di numerosi fattori (come radiazione solare, nuvole, precipitazioni, emissioni naturali e derivanti da attività umane), ma, soprattutto, dalla loro interazione (tra aria e ghiacci, tra ghiacci e oceani, tra aria e oceani, ecc.).

"Una modellizzazione matematica che tenga conto di tutti questi fattori - ha sottolineato il geofisico Michael Böttinger, responsabile del software applicativo del DKRZ, in occasione di una visita effettuata da alcuni membri dell'Unione Giornalisti Scientifici Italiani, Ugis - necessita di una vastissima capacità di calcolo.
Ancora di più se, come nel caso dell'istituto di Amburgo, la modellizzazione è passata negli ultimi anni a scale sempre più dettagliate sulla superficie terrestre. Se qualche anno fa si consideravano quadrati di superficie terrestre con 500 km di lato, questa scala si è via via ridotta prima a 250x250 km, poi a 180x180 ed è ora arrivata a 150x150 km".

"Il supercomputer vettoriale NEC SX-6 utilizzato dal Centro (nella foto) - ha proseguito Böttinger - è il più veloce utilizzato in Europa per ricerche climatiche. Realizzato dalla società giapponese NEC, è stato installato nel 2002 ed è costato 34 milioni di euro.
Il supercomputer è strutturato in 24 nodi con un totale di 192 processori, dispone di1,5 terabit di memoria ed ha una velocità di picco di 8 GigaFlops per microprocessore.
Al supercomputer è abbinato un archivio dati composto da sei silos con un totale di 6.000 cassette di memoria gestite da un sistema robotico per una capacità totale di 6 PetaByte" (un Petabyte equivale a mille Terabyte).

Una tale velocità di calcolo, associata all'immensa base di dati, consentono simulazioni che possono spingersi aventi nel tempo anche di parecchi decenni, fino a quasi due secoli.
In particolare, un preoccupante scenario mostrato da Böttinger mostra l'aumento del livello degli oceani: se le condizioni climatiche proseguiranno con lo stesso andamento, nell'anno 2198 alcuni mari (Mediterraneo compreso) potranno accrescere il loro livello da 50 centimetri ad oltre un metro.
Anche la temperatura globale non desta meno preoccupazioni nelle simulazioni del DKRZ: nel 2070 potrebbe crescere da 2 a 6-7 gradi a seconda delle zone (nella foto).

Il supercomputer e il suo immenso archivio di dati consentono accurate simulazioni climatiche che sono il contributo tedesco all'Intergovernamental Panel Climate Change, IPCC.
Interessanti immagini e simulazioni climatiche con previsioni per i prossimi decenni sono disponibili nel sito del centro (www.dkrz.de).

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