Da Corriere della Sera del 02/08/2005
Originale su http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2005/08_Agosto/02/divico...

Un passo avanti

di Dario Di Vico

Eppur si muove. A ridosso del consiglio dei ministri che domani dovrà discutere del caso Fazio nel mondo politico si stanno manifestando importanti novità. Sembra farsi largo la coscienza che in discussione non c'è solo il controverso esito di due Opa o un derby tra nuovi ricchi e vecchio establishment. In ballo c'è la reputazione dell’Italia, fattore decisivo nella competizione tra sistemi aperti almeno quanto lo sono la tecnologia o la capacità di produrre a prezzi più bassi. I Ds, dopo qualche tentennamento, sembrano averlo capito appieno. Ieri Vannino Chiti, l'alter ego del segretario Piero Fassino, rompendo gli indugi ha dichiarato di ritenere «opportune » le dimissioni del governatore della Banca d'Italia. Una mossa che avrà un primo effetto immediato: riunificare l'opposizione allineando la Quercia all'orientamento già espresso dal leader della Margherita Francesco Rutelli e alle preoccupazioni manifestate da Romano Prodi nell'intervista al Corriere del 20 luglio.

Nelle scorse settimane la sinistra si è divisa nel giudizio dato, prima, sulle avventure degli immobiliaristi e poi sull'Opa da 5miliardi di euro messa a punto da Giovanni Consorte per strappare la Bnl agli spagnoli. La posizione filo-Unipol assunta dai vertici della Quercia ha incontrato l'aperto dissenso del segretario generale della Cgil e poi, uno dopo l'altro, di parlamentari come Franco Bassanini, Roberto Barbieri ed Enrico Morando. Ai quali si sono aggiunti alcuni tra i più ascoltati economisti d'area. Come se non bastasse i Ds hanno dovuto pagare anche il più doloroso dei prezzi: lo strappo con Siena, con il gruppo dirigente della Fondazione Mps contrario alle scelte dell' Unipol.

Con la posizione illustrata ieri da Chiti tutto ciò potrebbe rientrare perché la sostanziale richiesta delle dimissioni di Fazio allontana da Fassino l'accusa - da lui rigettata con sdegno - di farsi condizionare nei giudizi dal feeling instauratosi tra il governatore e Consorte. I Ds hanno anche avuto l'intelligenza di chiedere che il ricambio a Palazzo Koch si accompagni a una serie di misure urgenti con l'istituzione del mandato a termine del governatore, l'assegnazione all'Antitrust dei poteri di controllo sulla concorrenza bancaria e il rafforzamento delle prerogative della Consob. Il riformismo a sinistra ha, dunque, fatto un piccolo ma importante passo in avanti.

E non è tutto. La mossa di Chiti non potrà non produrre effetti anche sull'operato del governo. Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco pensano che la difesa pregiudiziale di Fazio sia un errore per il sistema Italia ma anche per i destini politico- elettorali della Casa della Libertà. E anche grazie alle loro argomentazioni si è aperta nell’esecutivo una riflessione sugli strumenti da porre in atto per far fronte alla crisi di Bankitalia. Non è ancora chiaro l'esito di questa discussione ma dilazionare le decisioni suonerebbe come una sorta di resa, un test negativo sulla reattività di uno schieramento in cui tanti sembrano già rassegnati al peggio.

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