Da Corriere della Sera del 19/05/2005
Originale su http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/05_Maggio/19/latella....

Il vicepresidente del Consiglio: meglio tagliare l'imposta sulle imprese con un decreto

Tremonti: «Dobbiamo ridurre l’Irap subito»

«Troveremo i soldi coinvolgendo i Comuni nell’accertamento delle imposte». «A Catania sinistra abbattuta in volo. Il referendum? Io non andrò a votare»

di Maria Latella

ROMA—«Nei giorni scorsi le ho detto che non avrei parlato di Catania. Mantengo l’impegno».

Però a Catania è successo qualcosa e lei una riflessione l’avrà fatta, onorevole Tremonti.
«E’ successo che la sinistra è stata abbattuta in volo. La sinistra aveva già preso il volo e pensava di colpire una Cdl già a terra. E’ successo il contrario».

Fassino vi invita a non ingigantire i successi: una rondine non fa primavera.
«Appunto di volo si stava parlando. In realtà, volatili a parte, la partita è aperta. Sarebbe stata chiusa se, nelle scorse tornate elettorali, la sinistra avesse aumentato i suoi voti, non solo in termini percentuali, ma anche in numero assoluto. Non è stato così. Anche la sinistra ha perso un enorme blocco di voti. Non sto dicendo che la Cdl ha già vinto le politiche, sto dicendo che può vincere. Non deve prendere voti agli altri, deve e può riprendere i voti suoi».

Tra meno di un mese si andrà a votare di nuovo per il referendum sulla procreazione assistita. Qual è la sua posizione?
«E’ questa: in dubiis libertas. Io non voto. Non credo allo schema binario di un referendum, non credo che sia materia da legislazione nazionale. L’etica non si ferma e non si forma sui confini nazionali. Non è come la patente a punti».

Siamo in campagna elettorale da un anno, ci resteremo per altri undici mesi. C’è il rischio che la vita politica si riduca a questo e basta.
«Il 2006 sarà un anno ad altissima intensità politica. Infatti, per la prima volta da molti anni, le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento coincidono sostanzialmente con l’elezione del presidente della Repubblica. In più, è probabile una terza tornata politica, il referendum sulle riforme».

Lei dice: la Cdl può vincere alle Politiche, deve soltanto riprendersi i suoi voti. Con quali argomenti? E, soprattutto, con quali fatti?
«Con il massimo grado di unità possibile, a partire dal programma. L’unità è un valore politico primario. A differenza della sinistra avremo un programma. La sinistra non riuscirà a metterlo insieme. Un esempio: sull’energia, il bisogno di nuove centrali si scontrerà con il mito dei mulini a vento. Quando dentro la Cdl calerà il silenzio, si sentirà il rumore dei violentissimi scontri in atto dentro la sinistra».

Il presidente Ciampi ha parlato di difficoltà serie e ha chiesto misure credibili.
«Il presidente ha fatto un discorso da statista e nell’interesse nazionale. Il programma di questo governo è mirato a competitività delle imprese, famiglie, Mezzogiorno. Nel 2005 va a rinnovo il cinquanta per cento della massa contrattuale per sette-otto milioni di lavoratori. Il rinnovo di un singolo contratto è un fatto sindacale, il rinnovo di una quota enorme della massa contrattuale è anche un fatto politico. Secondo me si tratta di collegare nel modo migliore possibile il nostro programma con questa tornata contrattuale. Gli effetti cui dobbiamo mirare sono riduzione del cuneo fiscale, concentrazione industriale, famiglie e Mezzogiorno ».

La riduzione dell’Irap: prima o dopo elezioni?
«A mio parere la riduzione dell’Irap va fatta subito. Mi sembra acquisita l’ipotesi di ridurre il peso dell’Irap sul lavoro. L’Irap colpisce simultaneamente il reddito, il costo del denaro, il costo del lavoro. E’ un’imposta assolutamente priva di razionalità perché è regressiva; la paghi anche se non hai reddito, solo perché hai costi. Prima si fa, meglio è. E sarebbe meglio procedere con un decreto».

Il premio di concentrazione industriale e l’Irap non saranno le uniche soluzioni.
«Nella stessa logica si può ipotizzare la esclusione da imposta, in tutto o in parte, degli incrementi contrattuali. O la riduzione degli oneri contributivi. Un discorso a parte va fatto sugli assegni familiari e sulla fiscalità delle famiglie».

La sinistra vi accusa di aver ridotto l’Irpef invece dell’Irap.
«Mi chiedo se sia colpa più grave aver introdotto l’Irap come ha fatto la sinistra o abbatterla come pensiamo di fare noi».

Dove pensate di trovare i soldi?
«La mia ipotesi, ma va discussa, è quella di allargare la base imponibile e di ridurre la dinamica della spesa pubblica corrente, investimenti esclusi».

Allargare la base imponibile che significa?
«Partecipazione e cointeressenza dei Comuni all’accertamento delle imposte con garanzia per i cittadini contro eventuali abusi. La nostra geografia economica fa dei Comuni un alleato naturale del fisco centrale».

Come mai scoprite oggi la possibilità di coinvolgere i Comuni? Prima ci sono stati solo condoni...
«Nel 2001 il deficit pubblico non era allo 0,8 ma al 3,3 per cento del Pil. Recentissima notizia Eurostat. Con i conti in disordine, se non vuoi tagliare i servizi pubblici devi ricorrere anche a strumenti odiosi. D’altra parte il gettito del condono è stato elevatissimo perché l’evasione del quinquennio era stata tollerata altissima. Alla partecipazione dei Comuni lavoravo dal 2003».

Lei è stato il primo politico occidentale a porre in sede internazionale il problema Cina.
«Il primo perché venivo da un Paese che era colpito per primo da una concorrenza asiatica insostenibile. Ma sentivo e sapevo che stava cambiando la velocità del mondo, l’impatto non sarebbe stato limitato all’Italia, ma esteso all’Europa. L’Europa costruita per mezzo secolo nella logica della integrazione "Europa su Europa" ha tardato a capire che il mondo era cambiato, che si passava dall’integrazione europea alla competizione mondiale. Tipica la vicenda dei dazi. Quattro giorni fa sono stati introdotti in America. Fino a quattro giorni fa in Italia si sosteneva che i dazi in Europa fossero impossibili o anacronistici».

In Europa l’Italia è il Paese che sta peggio.
«Le librerie di Francia sono piene di libri sul declino. Francese».

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