Da La Repubblica del 10/05/2005

La Procura di Torino chiede però l'archiviazione dell'inchiesta: il deputato non ne conosceva la provenienza

Telekom Serbia, soldi a Bocchino

Oltre due miliardi di lire al dirigente di An per risanare il "Roma"

di Carlo Bonini, Alberto Custodero

ROMA - L'operazione per l'acquisizione di Telekom Serbia fu affare legittimo e l'accusa di corruzione all'ex amministratore delegato di Telecom Italia, Tomaso Tommasi di Vignano, e all'allora dirigente della società telefonica Giuseppe Gerarduzzi va archiviata. La Procura di Torino rassegna al giudice per le indagini preliminari, Francesco Gianfrotta, le conclusioni dell'inchiesta avviata nel marzo del 2001. Ma la notizia non è in questo annunciato esito dell'istruttoria. La notizia, per come documentata dalla procura di Torino, è che un solo politico italiano è stato destinatario finale di parte dei flussi di denaro che hanno trovato origine in quell'affare con il regime di Belgrado. Questo politico non appartiene né ai Ds, né alla Margherita, né è vicino a Prodi. E' il deputato di An Italo Bocchino, membro della defunta commissione di inchiesta Telekom Serbia. Nel 2001, Bocchino ricevette dalla "Finbroker", società finanziaria con sede a San Marino, 2 miliardi e 400 milioni di lire per aggiustare gli scassati conti del quotidiano napoletano "Roma". Quel denaro proveniva dai 14 miliardi di lire in contanti che erano stati percepiti dal conte Gianni Vitali per la sua mediazione nell'affare Telekom e che proprio la "Finbroker" gli avrebbe «sottratto con una truffa» dopo averne ottenuto l'affidamento fiduciario.

Può sembrare un finale grottesco. E, lo vedremo, in realtà lo è assai meno di quel che appaia. Ma – va detto subito – è un finale che in ogni caso libera l'onorevole Bocchino da addebiti da codice penale. Perché – osserva la Procura - se legittima è stata l'operazione Telekom e dunque legittimo è stato il denaro percepito da chi «facilitò l'affare» (il conte Vitali), altrettanto legittimo è stato il comportamento di chi, alla fine, se n'è visto consegnare una parte da un intermediario finanziario ("Finbroker"). Soprattutto se – come Bocchino ha ripetuto nei tre interrogatori che ha affrontato a Torino - di quei 2 miliardi e 400 milioni «ignorava l'origine». Avendone negoziato importo e modalità di finanziamento direttamente con la "Finbroker", nella persona di Silvana Spina, convivente del proprietario della finanziaria Loris Bassini.

Non è dunque con la lente del processo penale che va letta e apprezzata la storia. Ma con il canovaccio di quanto accadde nell'estate 2003. I mesi della "Grande Trappola", tesa dal centro-destra e svelata da un'inchiesta di "Repubblica".

In quell'estate, tra le bufale a rate ammannite su "mortadella" e "ranocchio" da Igor Marini, facchino all'ortofrutta di Brescia e sedicente "conte", la Commissione gode del lavoro nell'ombra di Antonio Volpe, truffatore ed ex spione dell'intelligence militare. Lo ha messo al lavoro l'onorevole di Forza Italia Alfredo Vito, ex "mister 100 mila preferenze", reo confesso nella Tangentopoli napoletana e implacabile inquisitore nella Commissione Telekom. A Volpe viene consegnato un «anonimo» (è la fotocopia di una contabile bancaria) e un incarico: «indagare sulla Finbroker di san Marino» indicata come «snodo della tangente Telekom» e «vicina ai Ds».

E' una missione su cui la maggioranza sembra riporre grandi attese. La stampa di destra, entusiasta, strilla: "La pista Volpe fa partire l'inchiesta Finbroker". Peccato che, in Commissione, qualcuno conosca bene quella finanziaria di san Marino: il commissario Italo Bocchino, che, due anni prima, dalla "Finbroker" ha ricevuto 2 miliardi e 400 milioni. E peccato che quei soldi arrivino proprio dalla provvigione "scomparsa" del conte Vitali, indicato come possibile snodo della tangente ai leader del centro sinistra. Qualche domanda: in quell'estate del 2003, Bocchino parla di quel finanziamento ottenuto dalla "Finbroker" al compagno di partito e allora presidente della commissione Enzo Trantino? Gli spiega cosa è e che cosa fa quella finanziaria? Chi sono Loris Bassini e Silvana Spina? Non è dato saperlo. Ma un fatto è certo. Quando la procura di Torino arriva ai denari di Bocchino e chiede di interrogarlo, la maggioranza di centro-destra reagisce vivacemente.

Il resto, è noto. Tranne l'esito dell'appuntamento di domani, mercoledì 10. All'ordine del giorno della Camera è l'ultima iniziativa del centrodestra: «discussione sulla ricostituzione della commissione di inchiesta Telekom Serbia».

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