Da La Repubblica del 14/12/2004

Per il giudice Guzman l´ex dittatore è abbastanza lucido da poter affrontare una giuria. La difesa: "Violati i diritti umani"

Arresti domiciliari per Pinochet "Pagherà per i desaparecidos"

Alla sbarra per il piano Condor, sceglierà la sua prigione

Il magistrato: "Durante la sua deposizione ha mostrato coerenza e ha compreso le domande"
I legali dei familiari delle vittime: "Si tratta di una risoluzione storica"

di Omero Ciai

Nuova svolta nella lunga vicenda del processo ad Augusto Pinochet, il dittatore cileno arrestato per la prima volta a Londra nel 1998 su ordine del giudice spagnolo Balthasar Garzon. Ieri il magistrato cileno, Juan Guzman, ha incriminato l´ex dittatore per nove sequestri ed un omicidio, perpetrati nell´ambito del «Piano Condor», il nome in codice che definì le operazioni coordinate dei servizi segreti dei regimi militari del Cono Sud negli Anni ?70.

Dopo oltre due mesi di riflessione, e nonostante due dei tre specialisti che hanno sottoposto ad analisi mediche Pinochet, di 89 anni, abbiano sostenuto che non può affrontare un processo, il magistrato ha sostenuto: «Ritengo che il generale Pinochet sia mentalmente in grado di affrontare un dibattimento processuale in tutte le sue tappe». «Non è stato difficile prendere questa decisione - ha assicurato Guzman, che ha interrogato l´ex dittatore il 25 settembre scorso - , tenendo presente che, durante la sua deposizione, ha mostrato coerenza, comprendendo le domande e rispondendo in modo attinente».

Non è la prima volta che Guzman ordina gli arresti domiciliari per Pinochet. Lo fece, la prima volta, nel dicembre del 2000, per il caso della Carovana della morte. In quell´occasione Pinochet, che scelse di risiedere nella sua villa estiva a Bucalemu, sul Pacifico, venne salvato dalla Corte Suprema che, sulla base degli esami medici, fermò il processo perché l´anziano ex dittatore soffriva di una lieve forma di demenza senile che gli impediva di partecipare nel pieno delle sue facoltà ad un processo.

Ma, vinta la battaglia all´Alta Corte, Pinochet e la sua famiglia si dedicarono a ironizzare e a prendere in giro Guzman e gli avvocati dell´accusa. Sua figlia disse in pubblico che il padre stava benissimo e lo stesso ex dittatore si prese la briga di concedere una lunga intervista ad una canale tv di Miami nella quale sembrò a tutti perfettamente in grado di capire le domande e di rispondere.

In realtà, nel giro di quattro anni, da quando Pinochet rientrò in Cile, rilasciato da Londra, lo scenario intorno a lui è molto cambiato. Intanto sono venuti alla luce i conti segreti, milioni di dollari, che Pinochet e la sua famiglia avevano negli Stati Uniti. Una circostanza che ha gettato sull´ex dittatore la macchia sinistra della corruzione e dell´arricchimento illecito. Poi, in questi giorni, il dossier sulle torture. Voluto e reso pubblico dal presidente Lagos è una discesa all´inferno dove centinaia di testimoni raccontano le torture che hanno subìto durante la dittatura. Uno choc per l´opinione pubblica cilena che sicuramente ha aiutato Guzman a prendere di nuovo la decisione di incriminare Pinochet.

«Siamo di fronte ad un abuso che viola i diritti umani più elementari», ha assicurato il suo principale legale Pablo Rodriguez, mentre, per contro, gli avvocati che rappresentano i familiari dei desaparecidos, hanno parlato di «risoluzione storica». «È il coronamento di un lavoro di molti anni, perché il Piano Condor è stato senz´altro il caso più emblematico, per le sue implicazioni internazionali, della chiara impronta di Pinochet in ogni sorta di crimini», ha precisato uno di questi ultimi, il legale Eduardo Contreras.

Nell´ambito del «Piano Condor» - scoperto a suo tempo negli ?archivi del terrore´ dell´ex dittatore paraguayano Alfredo Stroessner - parteciparono appunto i servizi segreti di Cile, Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Bolivia, anche se furono appunto quelli cileni, la famigerata Dina, ad avere un ruolo di protagonisti. D´altra parte, il caso del «Piano Condor», non è il solo problema che deve affrontare Pinochet. L´ex dittatore è infatti già stato incriminato per frode fiscale nell´ambito delle indagini che il giudice Sergio Munoz ha avviato per i depositi di svariati milioni di dollari che, insieme ai suoi familiari, ha effettuato nella banca Usa Riggs.

Recentemente, poi, gli è stata revocata l´immunità - per 14 voti contro 9 - anche per l´attentato che, nel 1974, a Buenos Aires, costò la vita all´ex generale cileno Carlos Prats e sua moglie Sofia Cuthbert. Il giudice Alejandro Solis è in attesa di una risoluzione su tale misura della Corte Suprema, per poterlo così interrogare a sua volta.

In attesa di sapere i risultati degli ennesimi esami medici dell´ex dittatore, vi è poi anche il giudice Raul Rocha che sta portando avanti le indagini in merito alla richiesta di un ingente indennizzo, presentata contro di lui dai familiari di una delle vittime della passata dittatura.

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