Da The New York Times del 11/12/2004

Resi noti i dati ufficiali: corazzati solo il 10 per cento dei camion usati dai riservisti, blindatura non sufficiente per le jeep

"Iraq, soldati Usa con mezzi inadeguati"

Il Congresso: giuste le denunce fatte dai militari a Rumsfeld

I soldati costretti a inventare ingegnosi sistemi per proteggere i veicoli in missione
Nei campi di transito gli autisti saldano lastre di acciaio sotto la scocca dei camion

di Eric Schmitt, Thom Shanker

WASHINGTON - Il Congresso americano giovedì ha reso note alcune statistiche che mostrano serie inadeguatezze nei mezzi blindati per il trasporto di rifornimenti, carburante e munizioni lungo le strade irachene. Nello stesso momento il presidente Bush e il suo segretario alla Difesa si rivolgevano all´opinione pubblica nel tentativo di respingere qualsiasi critica.

Mercoledì scorso alcuni soldati avevano affrontato Donald Rumsfeld protestando per essere stati mandati in guerra senza una protezione adeguata dei mezzi blindati. Giovedì il comandante in Medio Oriente delle forze americane sul terreno aveva risposto impegnandosi a fornire mezzi blindati per il trasporto dei soldati in Iraq. Lo stesso giorno, l´House Armed Services Committee ha reso note le statistiche che mostrano che mentre molti Humvee sono blindati, la maggior parte dei mezzi pesanti di trasporto in Iraq non lo sono. Risulta che i tre quarti dei 19854 Humvee in circolazione in Iraq, Afghanistan e Kuwait sono dotati di blindature e corazzature di varia qualità: i più sicuri sarebbero quelli blindati direttamente dal produttore, ma il Pentagono ne ha ricevuti solo 5910 degli 8105 necessari, e solo il dieci per cento dei 4814 camion mezzo-pesanti addetti ai trasporti e il 15 per cento dei 4314 veicoli per il trasporto pesante sono adeguatamente blindati.

La protesta ha fatto emergere una delle sfide più cruciali che deve affrontare il Pentagono: come addestrare ed equipaggiare i soldati che combattono una guerra la cui natura è andata mutando. La questione è stata sollevata da un esploratore della Guardia Nazionale del Tennessee, che ne ha parlato direttamente al segretario alla Difesa in un hangar, nel deserto del Kuwait, a pochi giorni dalla data fissata per la sua partenza in Iraq. A Camp Buehring, Thomas Wilson ha detto che la sua unità è stata costretta a setacciare la discarica locale alla ricerca di pezzi di metallo da usare con bulloni per proteggere i camion dalle bombe sulle strade. Rumsfeld, partito dall´Iraq alla volta dell´India, ha dichiarato che è utile per i funzionari di alto livello ascoltare le lamentele dei soldati, ma non ha spiegato come l´apparato militare vuole rispondere ai problemi sollevati.

«L´anno scorso abbiamo iniziato ad assistere a un aumento di attacchi contro le nostre truppe con dispositivi esplosivi improvvisati» spiega il generale di corpo d´armata Steven Whitcomb, comandante delle forze di terra della coalizione in Medio Oriente, «e quegli attacchi hanno iniziato ad avere un impatto letale sui nostri uomini». In una video-conferenza stampa dal Kuwait, il generale Whitcomb ha detto che l´esercito ha accelerato la produzione di veicoli blindati per il trasporto truppe in Iraq e la blindatura di altri mezzi preesistenti: «Abbiamo metallo, operai e tempo sufficienti per rispettare la nostra tabella di marcia garantendo che nessuna unità di combattimento parta su un veicolo a motore diretto in Iraq senza l´adeguata blindatura». Le inadeguatezze avevano indotto i soldati a ricavare da soli lastre d´acciaio e vetri antiproiettile per i loro mezzi, ribattezzati "blindati da zoticoni". Nei campi di transito in Kuwait gli autisti dell´Army and Marine Corp, saldano lastre sotto la scocca dei camion per schivare le schegge esplosive e mantenere la visibilità. Sul fondo degli Humvee sono invece accatastati sacchi di sabbia, che riducono lo spazio disponibile.

I kit per migliorare la protezione blindata dei mezzi già in Iraq sono prodotti dall´Army Matériel Command degli Stati Uniti dove si combatte per rispettare la scadenza dell´ultima ordinazione fissata al marzo 2005.
Annotazioni − Articolo pubblicato il 11/12/2004 su "La Repubblica".
Traduzione di Anna Bissanti.

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