Da Punto Informatico del 13/12/2004
Originale su http://punto-informatico.it/p.asp?i=50806

Galileo vedrà la luce nel 2008

La costellazione di 30 satelliti sarà interoperabile con il GPS ed offrirà una misurazione più affidabile aprendo le porte a nuovi lucrosi mercati. Lo start-up costerà 2,1 miliardi di euro

Bruxelles - Galileo si farà e sarà operativo dal 2008. Questo l'annuncio con cui nelle scorse ore è stata formalizzata la nascita di quella che viene considerata come la più importante rete satellitare europea per i servizi di localizzazione, una rete che - viene detto - non farà la concorrenza al pre-esistente GPS (Global Positioning System).

I ministri dei trasporti europei hanno firmato il progettone che costerà nella fase di avvio almeno 2,1 miliardi di euro, una quantità di dobloni che servirà non solo a mettere in orbita una costellazione di 30 satelliti ma anche a sviluppare quelle tecnologie che, a detta dei ministri comunitari, rivoluzioneranno il mondo della localizzazione, aprendo le porte a mercati del tutto nuovi. Ben due terzi del totale è comunque finanziato con capitali privati.

Che Galileo sarebbe nato si era capito già nei mesi scorsi, quando dopo lunghe e defatiganti trattative le autorità europee avevano accettato le richieste degli americani, timorosi che le frequenze e i servizi di Galileo potessero interferire con la funzionalità dei network militari in tempo di guerra. Una eventualità che è stata scongiurata, con un plus, quello di aver portato alla interoperabilità tra Galileo e GPS.

Gli accordi prevedono non solo che Galileo sarà vagamente meno preciso di quanto ipotizzato inizialmente ma soprattutto che i servizi e le tecnologie già oggi utilizzate per il GPS potranno essere integrati nella nuova rete. La sua "potenza", se così la si può chiamare, sarà ben superiore a quella GPS, che consta di una rete satellitare assai meno ampia.

Galileo, oltre ai benefici sul piano militare, dove potrà essere utilizzato a livelli non raggiunti dal GPS, offrirà anche una quantità di opportunità al settore civile, o almeno così la mettono i ministri europei che hanno voluto che il costoso progettone partisse.

"Si tratta di una rivoluzione tecnologica - ha dichiarato non senza enfasi il commissario europeo ai trasporti Jacues Barrot - e avrà molte applicazioni pratiche: informazioni immediate per gli operatori dell'emergenza in caso di incidenti d'auto, gestione dinamica del traffico per evitare congestioni per il trasporto su gomma, prevenzione di catastrofi naturali come incendi o inondazioni e molte altre applicazioni utili". Tra queste, evidentemente, soprattutto i sistemi critici, quelli alla base della guida dei trasporti civili, la gestione dell'ambiente e vari tipi di assistenza, per esempio quella ai non vedenti.

Galileo potrebbe anche dimostrarsi una chiave di volta per nuovi mercati di servizi non solo all'impresa ma anche al consumatore, mercati che grazie alle qualità della nuova rete rispetto a quelle fin qui offerte dal GPS dovrebbero potersi sviluppare, o almeno così sperano i ministri europei. Poter inserire sistemi di localizzazione avanzati nei cellulari, per fare un esempio banale, non solo può suscitare preoccupazioni per la privacy ma anche dare tutto un nuovo spessore al direct marketing.

Dalla sua, inoltre, Galileo dovrebbe dar vita a 150mila posti di lavoro che la Commissione descrive come "altamente qualificati".

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