Da Corriere della Sera del 11/11/2004

Bush nomina Gonzales alla Giustizia

La prima volta di un ispanico ministro, proseguirà sulla strada tracciata da Ashcroft

di Ennio Caretto

WASHINGTON - Un rapido cambio della guardia al ministero della Giustizia inaugura il Bush due: al neocon ed evangelico John Ashcroft subentrerà il consigliere legale della Casa Bianca Alberto Gonzales, primo ispanico a ricoprire la carica. Ashcroft, l'architetto del discusso Patriot Act , la legge antiterrorismo, si era dimesso il 2 novembre, il giorno delle elezioni, ma la Casa Bianca lo ha reso pubblico solo martedì notte. Il cambiamento sarà più generazionale e di stile - Ashcroft ha 62 anni e la convinzione del messia, Gonzales ha 49 anni e la prudenza del magistrato - che non politico. I due uomini collaborarono infatti oltre che al Patriot Act , che secondo i democratici intacca i diritti civili, anche all’elaborazione della dottrina della guerra preventiva e alla privazione della tutela del diritto Usa e internazionale per i terroristi.

La nomina di Gonzales segnala che il ministero della Giustizia continuerà sulla sua strada e che, nel secondo mandato, il presidente Bush accentrerà i poteri attorno a sé, affidando gli incarichi più delicati a persone di fiducia. E' una secca risposta a John Kerry, il candidato democratico sconfitto alle elezioni, che aveva chiesto una prova di «bipartisanship». Un altro ministro ha presentato le dimissioni, l'altro ieri, quello del Commercio Don Evans, il migliore amico di Bush, per ragioni di famiglia e si prevede che altri le presenteranno oggi o domani, tra cui il ministro della Sicurezza interna, Tom Ridge, un altro uomo chiave. In ogni caso, si dà per probabile che vengano sostituiti da falchi. Una conferma viene dal trattamento che Bush riserva al premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero, che ritirò le truppe dall'Iraq: non ha risposto alla sua telefonata di alcuni giorni fa di congratulazioni per la rielezione e ha, invece, ricevuto il predecessore José Maria Aznar, uno dei suoi più accesi sostenitori.

Un estremo riserbo circonda sempre la sorte dei leader delle opposte correnti dell'Amministrazione, il segretario di Stato Colin Powell, la colomba, e il ministro della Difesa Donald Rusmfeld, il falco. Powell sembrava volersi dimettere, ma ieri il suo portavoce Richard Boucher ha detto che parteciperà alla Conferenza sull'Iraq in Egitto il 22 e 23 prossimo. Powell stesso ha inoltre anticipato un tour in Europa per recuperare i rapporti «con gli amici e gli alleati». Bush vedrebbe in lui un utile mediatore, in particolare in Medio Oriente. Succederebbe a Powell o a Rumsfeld, a seconda di chi se ne andasse, «Condi» Rice, il consigliere per la Sicurezza della Casa Bianca.

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