Da Corriere della Sera del 06/11/2004

Tra Palestre di Dio e Apocalisse l’America che non crede ai liberal

Dalla ginnastica alla tv, tutta la vita dei fondamentalisti ispirata alla Bibbia

di Gianni Riotta

NEW YORK - «Dio creò l'uomo e la donna perché restassero in forma». Il Libro della Genesi non riporta il versetto apocrifo, ma se vi allenate nelle «God's Gym», le palestre affiliate alle chiese americane, è facile che lo leggiate sospeso sulle macchine per i pettorali e la classe di aerobica. Nell'Antico Testamento non trovate il racconto dell'«Ultimo Esodo», eppure milioni di cristiani sono fedeli alle «otto settimane di lezioni per dimagrire in parrocchia» con i corsi della signora Gwen Shamblin: «Preghiamo insieme. La gola è un peccato mortale. Io insegno a perdere peso adorando il Signore che vuole liberarvi dalla schiavitù del cibo» spiega la dietologa-predicatrice di «Ultimo Esodo». I video in vendita su Internet chiedono «Cosa mangerebbe Gesù?».

Tra quegli attrezzi sudano elettori che, con gioia, si sono uniti ai quattro milioni di cristiani tradizionalisti per consegnare a George W. Bush la Casa Bianca. Non li immaginate bigotti, beghine appassite e fanatici ubriaconi. Sono americani del XXI secolo, soggetti ai tic e ai tabù dell'epoca, che lavorano, seguono le mode, peccano e tornano con fede in chiesa. «I progressisti si credono superiori sul piano intellettuale, i conservatori sul piano morale» spiega Paul Begala, ex consigliere di Clinton: «Da questo doppio equivoco nascono infiniti errori». Il «Vangelo dell'aerobica» è solo uno dei segni della nascosta America pentecostale con le Nike ai piedi. La chiesa luterana di Milwaukee organizza esercizi spirituali per maratoneti, jogging e preghiere per 277 fedeli. Il reverendo battista Larry Swain, di Pittsburgh, ha perso 20 chili con la dieta «Un corpo da Dio». Alla chiesa della Trasfigurazione di Bloomington, Minnesota, la Quaresima è un periodo di meditazione e allenamento, in collaborazione con Victoria Johnson, autrice de «Il vangelo secondo l'aerobica»: «Incoraggio i fedeli a correre e pregare». La «Biblioteca del cristiano» elenca i «cibi di Dio, frutta, verdura, petto di tacchino, carne bianca» e mette all'indice i «cibi dell'uomo, frutti di mare, fast food, fritture, zuccheri». Alla «God's Gym», di Orlando, in Florida, un affresco di Gesù curvo sotto la croce sovrasta gli atleti, che interrompono le flessioni e, in ginocchio, pregano con l'allenatore. Gli studenti campioni del football povero di Odessa, Texas, ritratti nel bel film di Peter Berg «Friday night lights», recitano il Padre Nostro genuflessi negli spogliatoi.

I democratici di John Kerry hanno identificato la marea dei fondamentalisti evocati dal consigliere di Bush, Karl Rove, nelle zone depresse, rurali, ma la comunità dei fedeli si incontra su Internet a parlare di macrobiotica. Il New York Times riserva le recensioni ai romanzi di Philip Roth e John Updike, e lontano dal radar dei media, il reverendo Tim LaHaye vende quaranta milioni di volumi della serie di romanzi d'appendice cristiani «Left behind», rimasti indietro, siti Web, video, un film e una collana di successo, per un thriller politico-religioso. E' l'Apocalisse, Cristo torna sulla Terra a chiamare i salvati come annunciato da San Giovanni. Chi resta a penare soffre sette anni di sciagure e tormenti, ribellioni e caos, sotto la maledizione dell'Anticristo. Satana si fa chiamare Nicolae Carpatia, è un «pacifista umanitario» che diffonde idee di tolleranza e rispetto, protesta contro le guerre, ma con intrighi e maledizioni diventa segretario generale delle Nazioni Unite e recluta dannati.

Secondo un sondaggio del settimanale Time il 36% degli americani «crede che la Bibbia sia la parola letterale di Dio e come tale vada intesa». Dal suo pulpito elettronico, il reverendo LaHaye racconta dei giusti che Cristo ha abbandonato in balia del maligno Carpatia. Tale è l'eco della saga, che le chiese protestanti devono correggere «è un falso, la Bibbia non parla di anime neglette da Dio». Non serve, sul sito www.leftbehind.com il giornalista Mark Hitchcock fruga tra le notizie, in cerca di sintomi paurosi di Apocalisse: il sì alla Costituzione europea è considerato annuncio del ritorno del Sacro romano impero.

Apocalittici e integrati: l'antica formula di Umberto Eco vale per i fondamentalisti, che perdonano al reverendo Bakker le scappatelle sessuali con una futura modella di Playboy , restituendogli il pulpito, perché anche loro non sono casti. Il progressista Massachusetts è lo stato con meno divorzi in America, gli Stati dove i fondamentalisti hanno dato maggioranza ai repubblicani registrano il più alto numero di nasciste fuori dai matrimoni.

Estrazione sociale, cultura e lavoro non oppongono le due Americhe, è diversa la fede nel destino, tracciato dal Cielo o dall'azione umana. Sono i cristiani tradizionalisti che mettono al bando Darwin dalle aule e spesso preferiscono educare i figli a casa.

Niente castighi col frustino come in «Nicholas Nickleby» in Dickens, papà e mamma usano corsi su video e compact disc, programmi per il computer, volumi e seminari in cassetta per dare ai bambini cristiani adeguate lezioni. Parecchi studenti che hanno preso la licenza liceale in casa sono poi stati ammessi da università d'élite.

I credenti vivono nella società, omologati nei vestiti, nelle case, nei comportamenti, ma il codice di valori fa da spartiacque con i progressisti. Sono molti gli uomini e le donne di fede che hanno votato per John Kerry, il 40% dei protestanti, il 47 dei cattolici, il 74 degli ebrei, un quinto degli evangelici bianchi, un terzo degli ispanici e l'83% dei neri. Ma i tradizionalisti si ribellano all'aborto, alla ricerca sulle cellule staminali, alla pillola del giorno dopo e soprattutto alle nozze dei gay. Il sindaco democratico di San Francisco, Gavin Newsom, che ha autorizzato in municipio l'unione di coppie omosessuali, è sotto accusa: «Colpa tua se abbiamo perduto!». Un elettore su tre ha dichiarato di votare in difesa dei valori canonici, e il tema delle identità sessuali domina sulla paura del terrorismo, l'economia e la guerra in Iraq. La denuncia di parecchi vescovi cattolici contro il cattolico Kerry, favorevole alla scelta delle donne sull'aborto, è costata carissima. In Ohio, dove ha perso la Casa Bianca, Kerry ha visto i cattolici romani scegliere al 55% Bush, ottenendo il favore solo del 43. Rove aveva mandato per mesi volontari repubblicani a fare campagna nelle parrocchie. Fortissimo è il risentimento dei fedeli contro i mass media, accusati di una crociata sullo scandalo dei preti pedofili.

Padre Andrew Greeley, sociologo all'Università dell'Arizona, attacca: «La religione fiorisce e per giornali e tv è sempre in declino».

A condurre Bush alla vittoria è una comunità composita di credenti, tuta da ginnastica, thriller dell'Apocalisse sottobraccio, diversi ma uniti nella tradizione: 29 milioni di elettori si dichiarano «evangelici» e in almeno 20 milioni votano Bush.

Barney Frank, il primo parlamentare a dichiararsi in pubblico omosessuale, mastica: «Avevo pregato le organizzazioni gay di non dividerci sul tema delle unioni civili. Il Paese non è pronto». La storia parlerà di harakiri etico in Ohio. I fondamentalisti sanno di avere dato la Casa Bianca a Bush e vogliono contare. Il presidente studia un approccio meno radicale ma dovrà stare attento a non irritare le Palestre di Dio e i «lasciati indietro». Frank Pastore, ex giocatore di baseball diventato telepredicatore alla radio Kkla, recita al microfono: «I cristiani conservatori non accettano compromessi... dobbiamo battere la sinistra nella battaglia delle idee come alle urne... I progressisti ci stregano con pozioni e unguenti, dalle cattedre universitarie, Hollywood, giornali e tv. Vomitano sulla nostra morale, i nostri valori e le sacre tradizioni, Dio, patria e famiglia... Noi accettiamo le nostre responsabilità, siamo fieri che il mondo debba invidiarci!».

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