Da La Repubblica del 03/11/2004

Il killer, 26 anni di origine marocchina, ha sparato più colpi poi l´ha pugnalato. L´agguato vicino ad un parco

Ucciso Van Gogh, il regista anti Islam

Amsterdam, una vendetta per i suoi film su Fortuyn e le donne

di Andrea Tarquini

BERLINO - Il fanatismo semina la morte nel cuore tollerante dell´Europa. Il regista e scrittore olandese Theo Van Gogh, che si diceva lontano discendente del grande pittore ed era alla ribalta per le sue dure critiche all´Islam, è stato assassinato da un giovane di origine nordafricana ieri mattina in un parco di Amsterdam, mentre andava tranquillo in bicicletta al vicino ufficio comunale. L´omicida è un ventiseienne di origine marocchina: sul cadavere della vittima ha lasciato una lettera con testi islamici scritti a mano. E´ stato arrestato dalla polizia dopo una sparatoria, in cui ha ferito un agente. Ancora una volta, dopo l´assassinio del leader della destra populista Pim Fortuyn due anni fa, l´Olanda sconvolta si scopre, come ha detto il ministro della Giustizia Piet Hein Donner, «una società infettata dalla violenza politica».

Tutto è accaduto in pochi minuti. Il giovane ha teso la sua imboscata nel parco, nella zona est della capitale olandese. Ha sparato a bruciapelo con una pistola, colpendo più volte Van Gogh che è stramazzato a terra. Poi lo ha finito a pugnalate. Una pattuglia della polizia lo ha inseguito, e l´attentatore ha crivellato di colpi la Golf di servizio degli agenti ferendone uno. E´ rimasto anche lui ferito a una gamba nella sparatoria, e ora è sotto interrogatorio. Non è chiaro se abbia agito da solo o per eseguire una "fatwa", una condanna a morte degli ultrà islamici.

«E´ un crimine orribile», ha detto il giovane premier democristiano Jan Peter Balkenende. Temendo un´ondata di odio etnico, ha lanciato un appello a «non trarre conclusioni affrettate sul movente». Ma ha ammesso che «sarebbe efferato e inaccettabile se questo assassinio si rivelasse un attacco alla libertà d´espressione. Sarebbe un attacco alle radici della nostra democrazia». Scioccata e stupefatta si è detta la regina Beatrice.

Theo Van Gogh non era famoso solo per il nome: era il più scomodo polemista del paese. Per le sue critiche all´intolleranza islamica aveva ricevuto minacce di morte su internet. Fatto sconvolgente, era sotto la protezione della polizia, che però non ha impedito ieri il suo omicidio.

A Pim Fortuyn, Van Gogh aveva da poco dedicato il suo ultimo film, "0605" (dalla data dell´assassinio del politico, il 6 maggio 2002), in cui lo descriveva come vittima dell´odio. E ancor più aveva diviso il paese un altro suo film, Submission (sottomissione). Lo aveva realizzato insieme ad Ayaan Hirsi Ali, una deputata di origine africana del partito liberale, per denunciare l´oppressione della donna nel mondo musulmano.

Il film era stato trasmesso dal Nos, la televisione pubblica, e la scelta aveva scatenato un vespaio di polemiche. La deputata vi raccontava tra l´altro la sua storia: era diventata olandese ottenendo asilo, dopo esser fuggita alla schiavitù e alla violenza quotidiana del matrimonio con un musulmano. In Olanda la massiccia immigrazione di extracomunitari (i musulmani sono oltre un milione su sedici milioni circa di abitanti) ha creato gravi tensioni. E il centrodestra di Balkenende ha varato una linea dura decretando 26.000 espulsioni di clandestini. Ieri, i leader delle comunità islamiche hanno condannato tra i primi l´omicidio del loro implacabile avversario.

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