Da La Repubblica del 13/06/2004

Dai risultati dell´inchiesta pubblicati dal Washington Post emergono le responsabilità del comandante

Torture, nuove accuse "Sanchez diede il via libera"

I metodi usati contro i detenuti iracheni furono approvati dall´alto
Il "menù" per gli interrogatori venne vagliato anche dal comando generale

di Arturo Zampaglione

NEW YORK - Fu il generale Ricardo Sanchez, comandante delle forze armate americane in Iraq, ad autorizzare l´uso dei cani per terrorizzare i prigionieri di Abu Ghraib. Sempre lui a varare, sull´esempio dei suoi colleghi di Guantanamo, la lista di «metodi d´alta pressione»: termine eufemistico per descrivere i sistemi leciti di semi-tortura. Ancora il generale a permettere che i detenuti iracheni venissero «ammorbiditi» prima degli interrogatori con diete di pane e acqua, l´isolamento per più di 30 giorni, l´esposizione al freddo e al caldo, la pressione del sonno.

Le responsabilità di Sanchez - che è stato recentemente silurato dall´incarico iracheno - emergono dai documenti dell´inchiesta sugli abusi nelle prigioni. Il Pentagono ha cercato finora di mantenerli segreti, ma il Washington Post ne ha diffuso ieri una parte consistente: dando il colpo di grazia alla tesi di George W. Bush, secondo cui, dietro allo scandalo ad Abu Ghraib, c´erano solo «poche mele marce», cioè un gruppetto di soldati che aveva disonorato gli Stati Uniti e le loro tradizione.

Dai documenti del Post emerge invece una realtà diversa, che chiama in causa i vertici del Pentagono e lo stesso ministro Donald Rumsfeld. I «metodi di alta pressione» utilizzati in Iraq furono approvati dall´alto, come molti sospettavano sin dall´inizio dello scandalo, e per lo più «importati» da Guantanamo, la base-inferno nelll´isola di Cuba, dove gli Stati Uniti, lontano da occhi indiscreti e grazie a una interpretazione di comodo delle norme internazionali, tengono i prigionieri di Al Qaeda.

Rumsfeld firmò nel gennaio 2002 il «menu» delle tecniche di ammorbidimento consentite a Guantanamo (dove non vige la convenzione di Ginevra), tra cui l´uso dei cani per spaventare i detenuti. Nell´aprile del 2003 il ministro della difesa integrò il «menu» con altri metodi da brivido. E quando a settembre il generale Geoffrey Miller, comandante di Guantanamo, andò a Bagdad assieme a 11 dei suoi per una consulenza, quei sistemi furono introdotti anche in Iraq.

Subito dopo la partenza di Miller, infatti, il generale Sanchez approvò una lista di trentadue «tattiche di interrogatorio» (altro eufemismo) che fece avere ad Abu Ghraib. con un preambolo ipocrita, in cui si ricordavano i divieti contro la tortura. Alcuni metodi erano così raccapriccianti e in contrasto con quella convenzione di Ginevra che gli Stati Uniti avevano promesso di rispettare nel caso iracheno, che il Central Command della Florida, da cui dipendono le operazioni di guerra, pretese alcune modifiche.

Risultato: il 12 ottobre 2003 Sanchez, che ha sempre negato di essere a conoscenza delle torture, depennò dalla lista alcune tattiche che per un mese erano state usate normalmente ad Abu Ghraib e in altre prigioni, creandovi un clima da navi negriere. Da quel momento non fu più permesso di privare i detenuti dei simboli religiosi, di controllare la loro esposizione al buio e alla luce, di infliggere il «pride and ego down», un sistema selvaggio di umiliazione. D´altra parte gli altri sistemi rimasero in piedi, tra cui i cani, l´isolamento, le diete.

«L´alimentazione a pane e acqua è una chiara violazione della Convenzione di Ginevra», ha dichiarato al Post Wendy Patton, della organizzazione Human Rights Watch. «La convenzione - ha continuato la Patton - impone che le razioni quotidiane di cibo siano sufficienti in termini di quantità, qualità e varietà, per mantenere i detenuti in buona salute, evitando perdite di peso e carenze nutritive».

Naturalmente nelle liste di Sanchez non figuravano né le piramidi di uomini nudi, che si sono viste nelle foto, né la simulazione di atti sessuali. Ma l´impressione che si fa strada è che, nel clima autoritario e senza controlli di Abu Ghraib, dove l´intelligence militare aveva pieni poteri, quei «metodi di alta pressione» sanciti dall´alto avessero annullato le frontiere tra il lecito e l´illecito, tra interrogatori civile e tortura.

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