Da Corriere della Sera del 24/10/2003

Al Parlamento australiano proteste contro Bush: «Non siamo il tuo sceriffo»

di Ennio Caretto

CANBERRA - In Australia, alla conclusione della sua missione in Asia e nel Pacifico, nella terra del suo più forte alleato militare in Afghanistan e in Iraq dopo la Gran Bretagna, il presidente Bush trova le maggiori contestazioni. Fuori del Parlamento, dove 5.000 dimostranti sventolano cartelli derisori: «Osama Bin Bush», e «Grazie George, ma ora vattene!». E anche dentro, dove due senatori lo interrompono due volte, vengono invitati a lasciare l'aula, ma rimangono in segna di sfida. Tra il pubblico che assiste alla seduta, il figlio di un detenuto australiano a Guantanamo urla che suo padre è innocente prima di essere portato via dagli agenti. Bush è stato preavvertito che l'opposizione parlamentare prepara una protesta contro il suo discorso, ma sembra imbarazzato. Soltanto all'ultima interruzione trova la battuta giusta: «Amo la libertà di parola!», ribatte tra gli applausi e le risate. Ma è dai tempi del Vietnam che un presidente Usa non viene attaccato così aspramente in un Parlamento.

Dall’America un sondaggio della tv Cbs giunge in suo soccorso: il 53% dell'elettorato si fida di lui (a settembre era il 45%); e se l'America votasse oggi, sarebbe eletto con un margine del 12%. Il presidente è in rimonta, come segnalava un precedente sondaggio di Usa Today , Cnn e Gallup, dandogli una popolarità del 56%. Il presidente comunque riparte da Canberra a mani vuote. Ha discusso con il premier John Howard («uno sceriffo») la possibilità che l'Australia assuma un ruolo speciale nella difesa del Pacifico e dell'Asia, diventando il braccio armato dell'America nella regione. Ma la reazione del Parlamento australiano è così negativa che Howard deve temporeggiare.

La contestazione nasce soprattutto dalla storia di Mamdouh Habib, il padre del ragazzo espulso dall'aula, di un altro australiano, David Hicks, catturati in Afghanistan coi talebani e ora mesi detenuti a Guantanamo. La maggioranza degli australiani la considera una violazione del diritto internazionale, da due anni chiede che Habib e Hicks siano estradati. Quando nel discorso Bush rivendica il merito di avere ripristinato i diritti umani in Iraq, il leader dei verdi, il senatore Bob Brown, gli grida: «Libera Habib e Hicks!». Poco dopo il figlio di Habib, che siede accanto alla madre, alza la foto del detenuto: «Liberatelo!». Bush è interrotto per la terza volta da una senatrice verde: «Noi non siamo il tuo sceriffo!». A questo punto Bush applaude alla libertà di parola. All'uscita, il presidente accetta una lettera di critica della dottrina della guerra preventiva di 41 laburisti che volevano voltargli le spalle in aula ma vi hanno rinunciato.

Le dimostrazioni popolari continuano davanti alla villa del premier, raffigurato sui cartelli come un cagnolino al guinzaglio di Bush. Ma non sono le enormi folle di alcuni mesi fa. Le ultime parole del presidente sono per l’Iraq: «Sconfiggeremo i nostalgici di Saddam e porteremo la pace in Medio Oriente».

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Quante legioni ha l'america? Troppo poche per un impero
Com'è possibile che la più grande democrazia del mondo non riesca a liberarsi dal pantano iracheno?
di Niall Ferguson su Corriere della Sera del 23/10/2006
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2020
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0