Da Corriere della Sera del 29/08/2003

Diplomazia del premier Ritorna a Mosca la Sky-tv di Murdoch

di Maria Latella

ROMA - Tra una confidenza sull’Iran e una riflessione sulla Ue, è quasi certo che Silvio Berlusconi tornerà a parlare con l’amico Vladimir dell’amico Rupert. Perché anche tra i potenti globali gli amici dei miei amici sono i miei amici, e in fondo Murdoch una prova significativa della validità del vecchio adagio l’ha già avuta: grazie a Silvio Berlusconi e al suo pressing seduttivo, Sky television tornerà a trasmettere a Mosca. Dalla capitale russa gli australiani se n’erano andati qualche anno fa e, ricordano gli addetti ai lavori, era stata una smobilitazione veloce. Erano tempi burrascosi, quelli, a Mosca. Per i media in generale e per quelli televisivi in particolare: bastava un passo falso e ti ritrovavi una carica di tritolo graziosamente abbandonata davanti all’ingresso degli uffici. Qualcuno racconta, forse esagerando forse no, che la rapida sparizione di Sky television dal panorama televisivo russo avvenne dopo una significativa riunione al vertice: non meglio precisati interlocutori moscoviti avrebbero cercato di convincere gli uomini di Murdoch della validità dei loro argomenti piazzando, non proprio metaforicamente, le pistole sul tavolo. Acqua passata, però. Adesso Sky torna a Mosca, con la benedizione di Putin e i buoni uffici del Cavaliere che proprio dove ora riceve il premier russo già ospitò l’Australiano Volante.

L’impero europeo di Rupert Murdoch, insomma, tornerà a Mosca, sempre che si voglia considerare la capitale russa una componente quasi acquisita dell’Unione Europea, secondo l’auspicio del Cavaliere. Quali garanzie siano intervenute per far cambiare idea all’australiano, suggerendogli di considerare sicura un’operazione valutata come rischiosa fino all’altro ieri, lo sanno, probabilmente, soltanto in tre: lo stesso Murdoch, Putin e l’amico che ha mediato, Berlusconi.

Un ruolo tanto importante, svolto con discrezione e portato a compimento in silenzio, dovrebbe probabilmente rassicurare quegli amici del Cavaliere che vedono nell’arrivo di Sky Television in Italia la fine di Mediaset o, almeno, l’inizio del declino. Vero è che le inquietudini dei sodali di Berlusconi sembrerebbero alimentate da tutta una serie di notizie, carpite o fatte abilmente filtrare non si sa. Notizie di contatti tra gli uomini di Murdoch e i Ds, interessati a trasmettere alcune serate della festa dell’Unità proprio grazie al satellite dell’australiano: ne ha scritto ieri il quotidiano "Libero". Altro motivo di preoccupazione: il mancato contratto pubblicitario con Publitalia. «Oggi, sarebbe stato inopportuno» fanno filtrare dal quartier generale romano di Murdoch. Per il Cavaliere eventualità forse ancora più insidiosa, ecco le voci di un interessamento di Carlo De Benedetti, intenzionato a stabilire con Murdoch gli stessi accordi che aveva avviato con Stream. Secondo quest’ipotesi, l’editore di Repubblica potrebbe negoziare con Murdoch l’utilizzo di un canale per mandare sul satellite certi programmi spariti dalla Rai e magari ideati con la collaborazione di Serena Dandini e Carlo Freccero. Freccero, che nella stagione ulivista-dalemiana firmava l’innovativa Rai Due, è di fatto senza incarichi in Rai, e anche Serena Dandini non è più tornata in video.

«We are where the money is», è il motto di Murdoch e, dicono i suoi, quando si è trattato di delineare l’impostazione dell’informazione italiana, il mandato è stato chiaro: «Voglio un canale imparziale - ha fatto sapere l’uomo che negli Stati Uniti sta con il repubblicano Bush e in Gran Bretagna col laburista Tony Blair - Perché l’Italia è un Paese diviso in due, e oggi governa Berlusconi, ma domani potrebbe esserci Prodi». Perciò, nel selezionare i professionisti, i giornalisti che faranno la «sua» tv italiana, Tom Mockridge, braccio destro di Murdoch, ha scelto un volto di Canale 5, il direttore del Tg Carelli, e un giornalista che lavora per nove Paesi come l’americano Alan Friedman, ma ha voluto pure Corrado Formigli e altri tre santoriani. Il capo, Michele, sarebbe forse stato troppo, ma se De Benedetti si ritrovasse ad essere della partita...

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