Da Corriere della Sera del 08/08/2003

L' AVVOCATO PAOLETTI/Parla l' uomo considerato figura chiave dell' inchiesta dal consulente finanziario: non c' entro nulla e lo dimostrerò

«Igor mi ha raggirato e dice solo bugie: non ho mai conosciuto quei tre politici»

«Lo conobbi alla fine del 1999 e gli diedi tre incarichi per operazioni mai andate a buon fine» «Dica quando, dove, come e perché io l' avrei minacciato o avrei attentato alla sua vita. Questa storia è un incubo»

di Mario Sensini

ROMA - «E' un incubo, divento pazzo. Spero di resistere fino al 20 agosto, quando sarò messo a confronto con Marini a Torino, e potrò chiarire tutte le falsità che dice sul mio conto». Fabrizio Paoletti, avvocato romano, secondo Igor Marini è l' uomo chiave dell' affare Telekom Serbia: avrebbe pagato le tangenti a Prodi, Fassino e Dini, consegnato una valigia di dollari a sua moglie, nonché minacciato e tentato di uccidere lo stesso Marini. E ora, dopo un anno di silenzio, si sfoga.

Marini ieri avrebbe confermato tutto.
«Può dire solo bugie. Io non ho mai conosciuto né Prodi, né Dini, né Fassino, né loro emissari, segretari o autisti. Mai. Né io, né il mio amico e socio Erik Vatten».

E' vero che Vatten ha dato alla Commissione parlamentare prove sul giro di denaro?
«Ma le pare? Anzi, ieri Vatten ha scritto a Trantino, che ancora non lo ha ascoltato, negando qualsiasi coinvolgimento nei fatti che Marini racconta».

La valigetta data al club di Sutri alla signora Dini?
«Vatten gioca regolarmente a golf alle Querce. Io ci sarò stato due o tre volte, e mai con Marini. Non conosco la signora Dini, non le ho mai dato denaro. Sono bugie, come tante altre che racconta Marini: Vatten non è mai stato un diplomatico, mia moglie non ha mai lavorato all' ambasciata di Norvegia presso la Santa Sede, che non esiste».

Conosce la Zara International, società di cui parla Marini?
«Zara? No, non mi pare. Con Marini facemmo un contratto alla Sarason di La Spezia, ma non ricordo quale fosse la controparte acquirente. Ma finì male anche quell' affare, perché la Sarason fallì».

Come conobbe Marini?
«Si presentò nel nostro studio legale a fine ' 99, come broker del San Paolo Invest. A Marini demmo tre incarichi, per tre operazioni che non sono mai andate a buon fine».

Marini sostiene di aver consegnato ai magistrati le prove delle tangenti che transitavano da lei. Garanzie della Negara Bank indonesiana, della Industrial Bank of China. Ne sa qualcosa?
«Sono titoli che abbiamo trattato con Marini, sui quali peraltro c' è un' inchiesta a Torino, ma che non c' entrano niente con Telekom Serbia. La garanzia indonesiana era intestata a una società di Marini, la Jundor Trading, di cui il notaio Boscaro era rappresentante legale».

E i pagamenti ricorrenti di una banca sammarinese?
«Quelli, che poi sono stati falsificati da Marini, riguardavano solo l' impegno di una banca a onorare certe scadenze, una volta che il titolo fosse arrivato, verificato e incassato dallo Ior. Impegno che non è mai scattato. Perché il titolo non è mai arrivato. O meglio...»

Si spieghi.
«Marini fece denuncia sostenendo che il titolo era stato rubato. Mi arrestarono, mi fermarono per due giorni. Era tutto preordinato».

In che senso?
«Ho dato ai magistrati le prove che Marini, nel frattempo, contattò il mio cliente, dicendogli di parlare direttamente con lui perché io ero ormai fuori gioco. Ma Marini non ottenne mai il titolo, perché nel frattempo il mio cliente me lo aveva spedito presso lo studio con il Dhl. Altro che rubato».

Insomma Marini tentò di soffiarle l' affare...
«Veda lei...».

E come è finita?
«Che io l' ho denunciato. E non è l' unica denuncia che ho fatto, anche se i magistrati non mi hanno mai ascoltato».

Marini sostiene di aver subito minacce e attentati da parte sua...
«Lo nego nel modo più assoluto. Perché bisogna credere a certe cose? Dica quando, come, dove e perché».

La Dia ha trovato nella borsa di tal Cannizzaro, dopo il suo arresto all' aeroporto di Catania, la foto di Trantino e la fotocopia della sua convocazione in Parlamento. Come lo spiega?
«Ho già detto alla Dia che non ne so nulla. Non me lo spiego, come non mi spiego tante altre cose strane in questa storia».

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